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La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha stabilito lo scorso 11 giugno che l’Italia ha discriminato i Testimoni di Geova impedendo per oltre quarant’anni la conclusione dell’Intesa prevista dall’art. 8 della Costituzione. L’importanza di questa decisione sta in quello che la Corte stabilisce a proposito della discriminazione che l’Italia ha messo in atto ai danni dei Testimoni di Geova rispetto alle altre confessioni religiose che hanno ottenuto l’Intesa. Tale discriminazione è evidente soprattutto per l’accesso al sistema di finanziamento pubblico dell’otto per mille. Inoltre, la Corte solleva il problema della procedura per ottenere le Intese in Italia che deve essere riformata per garantire criteri chiari e non discriminatori. Claudio Coppini e Roberto Vacca hanno intervistato su questo argomento Raffaella Di Marzio, direttrice di Lirec, il Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza.
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