Nonostante le difficoltà di duemila anni fa, la chiesa primitiva si diffuse rapidamente, raggiungendo il mondo intero.
Ogni volta che attraverso in auto una grande città affollata, o mi trovo su un aereo che sorvola una metropoli brulicante di grattacieli e quartieri densamente popolati, due pensieri si fanno strada nella mia mente. Il primo è che esistono tantissime persone che hanno bisogno di ascoltare il messaggio del vangelo. Il secondo è: come possiamo mai raggiungerle tutte?
In 2 Pietro 3:12, l’apostolo formula un’affermazione straordinaria: è in nostro potere contribuire ad affrettare il ritorno di Cristo. In che modo? Portando al mondo il vangelo eterno di Gesù Cristo.
Secondo le stime storiche, all’epoca della chiesa primitiva la popolazione mondiale era di circa 200 milioni di persone. Il libro degli Atti racconta che nel Cenacolo erano riuniti 120 credenti. Ciò significa che vi era un credente ogni 1,7 milioni di persone.
Oggi la Chiesa Avventista del Settimo Giorno conta oltre 23,6 milioni di membri, mentre la popolazione mondiale supera gli 8,24 miliardi di abitanti. Il rapporto è quindi di circa un avventista ogni 350 persone: una situazione decisamente più favorevole rispetto a quella affrontata dai primi cristiani.
Eppure, quei credenti disponevano di risorse molto limitate. Non avevano la stampa moderna, né pubblicazioni e riviste come Adventist Review. Non possedevano l’organizzazione ecclesiastica di cui godiamo oggi e non conoscevano strumenti come Internet, automobili, aerei, televisioni, radio, social media, ospedali, università, seminari, scuole, telefoni, computer o intelligenza artificiale.
Nonostante ciò, riuscirono a compiere la missione affidata loro da Cristo.

In Atti 5:28, gli apostoli vengono accusati di aver riempito Gerusalemme con il loro insegnamento. Più avanti, in Atti 17:6, l’accusa diventa ancora più significativa: “Costoro hanno messo sottosopra il mondo”. Lo stesso Paolo afferma in Colossesi 1:23 che il vangelo “è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo”.
È davvero straordinario.
Nonostante probabilità apparentemente impossibili, la chiesa primitiva conobbe una crescita esplosiva e riuscì a raggiungere il mondo del suo tempo. Perché quei primi cristiani ebbero un tale successo, pur non disponendo nemmeno di una minima parte degli strumenti che possediamo oggi?
L’unica spiegazione che riesco a darmi è questa: erano pieni di Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è una presenza costante nel libro degli Atti. È la ragione per cui la chiesa non si lasciò fermare da persecuzioni, opposizioni e circostanze avverse. La sua azione attraversa l’intero racconto biblico e ne costituisce il motore principale.
A questo proposito, Ellen G. White, cofondatrice della Chiesa avventista, scrive: “La storia dell’opera dei discepoli, mentre lavoravano con santo zelo, animati e vivificati dallo Spirito Santo, è stata tramandata perché da questa testimonianza l’odierno popolo del Signore possa trarre ispirazione per lavorare con fervore per lui. Ciò che il Signore fece per il suo popolo a quel tempo è altrettanto essenziale che egli lo faccia per il suo popolo oggi. Tutto ciò che fecero gli apostoli, deve farlo ogni membro della chiesa del nostro tempo. E dobbiamo operare con più fervore, accompagnati dallo Spirito Santo in misura maggiore, poiché l’aumento della malvagità richiede un appello al ravvedimento ancora più deciso”, (E.G. White, “Testimonies for the Church”, vol. 7, p. 33).
La profezia ci assicura che ciò che Dio ha compiuto nel passato lo realizzerà ancora. Anzi, negli ultimi tempi la sua opera si manifesterà con una potenza ancora maggiore.
È vero: gli ostacoli alla diffusione del vangelo rimangono enormi. Tuttavia, lo Spirito Santo può realizzare in cinque minuti ciò che a noi richiederebbe cinque anni.
Per questo motivo, ognuno di noi dovrebbe fare della preghiera quotidiana un appuntamento irrinunciabile, chiedendo con fervore il battesimo dello Spirito Santo nella propria vita.
Gesù tornerà presto. Adoperiamoci con tutto il cuore per affrettare la sua venuta.
“E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14).
Questa non è soltanto una profezia. È una promessa.
Charissa Torossian
[Fonte: adventistreview.org. Traduzione e adattamento di Lina Ferrara].
[Foto: moritz320, Pixabay.com; Petro Kushnaryov, Dreamstime.com]







