Sono queste le parole con cui familiari, amici e membri della comunità avventista di Alessandria hanno salutato la nostra cara sorella Paola Marcolin, detta Paoletta, sabato 10 ottobre. Affetta da una grave malattia, nelle ultime settimane le sue condizioni si erano aggravate, rendendo necessarie le cure ospedaliere.
In chiesa, Paola si è dedicata all’accoglienza e al servizio. Era sempre disponibile, pronta a offrire un aiuto concreto a chi ne aveva bisogno, accompagnando ogni gesto con un sorriso capace di scaldare il cuore.
Paola era un punto di riferimento per tutti noi: allegra, gentile e sempre pronta a offrire una mano, un abbraccio e parole di conforto. La sua assenza lascia un vuoto profondo, come un prezioso frammento di un vaso che oggi appare spezzato, ma che continua a custodire un valore immenso. Il suo ricordo rimane intrecciato a sentimenti di affetto, stima e nostalgia, quelli che nascono soltanto dai legami autentici e profondi.
Anche durante la malattia, uno dei momenti più difficili della sua vita, Paola riusciva a trasmettere serenità. Quando andavi a trovarla, ricevevi in dono il suo splendido sorriso e nei suoi occhi scorgevi una luce di gioia, una calma e una forza interiore sorprendenti. Non traspariva paura, ma una dignità composta e una fiducia silenziosa, capaci di parlare più di mille discorsi. Era ancora lei a donare qualcosa agli altri: una lezione di coraggio, di fede vissuta fino in fondo e di quella pace che supera ogni comprensione umana.
È stato un privilegio, per molti di noi, averla avuta come sorella di fede e amica.
In questo momento di dolore, la comunità si stringe con affetto alla famiglia Marcolin di Montedoro, condividendone il lutto, ma anche la gratitudine per una vita che ha saputo donare tanto.
La fede che Paola ha vissuto con coerenza e dolcezza rimane oggi una luce di speranza, capace di guardare oltre la perdita e di aggrapparsi alla promessa della risurrezione.
Non ci resta che attendere il glorioso giorno del ritorno del nostro Salvatore, certi che allora potremo riabbracciarla. Questa era la speranza di Paola, ed è anche la nostra.
“Ciao Paola, ci vediamo presto!”.
Ismael Domino
[Foto: Francesco Montedoro]







