Elezioni di metà mandato 2026, quale America si delinea?
3 Novembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Elezioni di metà mandato 2026, quale America si delinea?
3 Novembre 2026

I risultati delle urne detteranno il passo dei prossimi anni di presidenza sul fronte sociale, politico ed economico. Con riverberi che si allungano su Europa e Medio Oriente.

Sono ore concitate negli Stati Uniti. Si sono chiuse le urne per le elezioni di metà mandato in cui gli americani sono stati chiamati a votare per il rinnovo della Camera, un terzo del Senato e la carica presidenziale di più di trenta Stati federali. Sono le elezioni che condizionano gli ultimi due anni di Donald Trump perché gli esiti determinano il suo grado di libertà politica.  

Se i dati ufficiali premieranno i democratici, il Presidente sarà considerata “un’anatra zoppa”, se premieranno i repubblicani, magari vicini al mondo MAGA (Make America Great Again), Trump potrà continuare a muoversi senza troppi vincoli istituzionali fino alle presidenziali del 2028.  

La democrazia statunitense è già messa a dura prova dalle sue azioni e dichiarazioni, e i riverberi del voto si allungano da subito all’Europa e al Medio Oriente.  

I rumori delle guerre e la sensazione di essere alla resa dei conti su più scenari internazionali fanno da cornice a queste elezioni. Dal Vaticano giunge notizia che pure Leone XIV ha votato; inusuale se non inedito per un Papa. Il mondo tiene il fiato sospeso.  

La Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno è nata negli Stati Uniti e lì continua a mantenere il suo quartier generale e i rapporti con le istituzioni. Come è giusto che sia, anche in questo caso, non ci sono state dichiarazioni ufficiali a sostegno di partiti o candidati, ma è indubbio che a ognuno dei possibili scenari che si andranno a concretizzare, seguiranno delle conseguenze sociali, politiche, economiche che condizioneranno tantissimi fedeli. Dall’ordine pubblico alle politiche sull’immigrazione e la remigrazione, dalle libertà di culto alle libertà di associazione.  

Il riconoscimento del principio fondativo costituzionale di una società inclusiva, composita ed eterogenea, come quella americana, che segue come stella polare la libertà – e tutti i suoi plurali – è messo a dura prova e tornerà da subito a essere motivo di scontro e contesa. Se ciò non stupisce gli attenti lettori delle Scritture, deve comunque indurre scelte, prese di responsabilità e forte consapevolezza, alla luce del vangelo e dell’esempio di Gesù. 

Marko Hromiš, collaboratore del Messaggero Avventista.

[Immagine: Engdao Wichitpunya, Dreamstime.com]

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