I 40 anni dell’accordo tra Stato e Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno
3 Novembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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I 40 anni dell’accordo tra Stato e Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno
3 Novembre 2026

Perché tornare a riflettere sulle Intese tra lo Stato e le confessioni religiose? Qual è il contributo alla tutela della libertà di credo e coscienza, e al riconoscimento del pluralismo? E quali risposte restano ancora inevase perché i diritti sanciti sulla carta trovino piena applicazione? Sono alcuni dei quesiti al centro del convegno che si è svolto a Firenze il 29 ottobre scorso. L’incontro a Villa Ruspoli, dal titolo “La seconda intesa. I quarant’anni dell’accordo Stato-Chiesa avventista“, ha visto la partecipazione di docenti universitari, studiosi di diritto e rappresentanti confessionali, per dialogare sul significato storico e istituzionale dell’intesa, sulla sua applicazione e sulle prospettive attuali.

Tra gli interventi, il pastore Davide Romano, responsabile del dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione avventista italiana, ha ripercorso il lungo cammino che ha portato all’Intesa. A partire dall’articolo 8 della Costituzione, il processo è stato caratterizzato da anni di confronto tra le confessioni religiose e le istituzioni pubbliche, in un contesto spesso segnato da lentezze burocratiche e resistenze culturali.

Romano ha evidenziato come questo dialogo abbia favorito una progressiva maturazione reciproca, consentendo di superare le iniziali diffidenze presenti in alcune realtà evangeliche nei confronti di qualsiasi forma di rapporto istituzionale con lo Stato. Le Intese hanno così rappresentato uno strumento capace di garantire il riconoscimento delle specificità religiose e delle esigenze di coscienza delle diverse confessioni.

Accanto ai risultati raggiunti, il convegno ha richiamato l’attenzione sugli scenari rimasti aperti. Questioni come il rispetto del riposo nel giorno di sabato nei luoghi di lavoro o l’accesso all’assistenza spirituale negli ospedali e negli istituti penitenziari mostrano come l’effettiva applicazione dei diritti riconosciuti richieda ancora oggi vigilanza, dialogo e impegno civile.

Dal convegno, dunque, è emerso quanto, a distanza di quattro decenni, le Intese continuino a rappresentare un presidio democratico e uno strumento concreto per la tutela della libertà religiosa, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e plurale per tutti.

Per approfondire e ascoltare l’intervento del pastore Davide Romano, segui l’intervista di Roberto Vacca e Claudio Coppini, speaker di Radio RVS, qui:

A 40 anni dalle Intese tra la Chiesa avventista e lo Stato italiano

 

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