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Spesso siamo convinti che le grandi malattie infettive siano state debellate con l’igiene, cioè con la diffusione dell’acqua corrente nelle case, la possibilità di lavarsi, una nutrizione più soddisfacente e così via. In generale le migliorate condizioni di vita hanno avuto un grande influsso sulle malattie infettive, ma non sempre è stato (ed è) così. Il caso della poliomielite è un esempio (controintuitivo) di come lo sviluppo improvviso di certe malattie sia legato a un contesto sociale ben preciso. La malattia è stata poi messa sotto controllo (ma non sconfitta completamente) grazie all’invenzione di un vaccino alla fine degli anni ’50. Ma cosa ha da insegnarci questa vicenda della storia della medicina per i nostri tempi? Ce lo spiega il dottor Biagio Tinghino, specialista in gastroenterologia e in malattie infettive, direttore della scuola di formazione della Società Italiana di Tabaccologia, particolarmente impegnato nella divulgazione scientifica, con saggi, romanzi, e ultimamente produzioni video nella pagina Facebook: “Promuovere e comunicare salute” e nel suo canale YouTube @tinghinobiagio.






