Amo Gesù perché…
11 Settembre 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Amo Gesù perché…
11 Settembre 2026

L’amore non avrebbe bisogno di spiegazioni ma l’adolescente Sinethemba Nhari, che vive nello Zimbabwe, in Africa, ha voluto raccontare cinque semplici motivi che significano tutto.

Perché amo Gesù? Perché lui per primo mi ha amato. Una risposta semplice e molto comune, vero?
Mi chiedo se mi credereste se vi dicessi che c’è dell’altro. Ogni volta che sento qualcuno dire: “Amo Gesù perché lui mi ha amato per primo”, mi viene voglia di dissentire, non perché sia ​​falso, ma perché l’amore di Dio non è qualcosa che possiamo ripagare o restituire. Non saremo mai in grado di compensare o saldare il prezzo che il nostro Signore Gesù Cristo ha pagato sulla croce. Nulla di ciò che facciamo, assolutamente nulla, può eguagliare il dolore che ha sopportato, l’intensa agonia emotiva e spirituale che ha provato e il senso di abbandono. Oggi condividerò con voi cinque motivi fondamentali per cui amo Gesù.

La croce
Gesù decise di lasciare la sua zona di comfort lassù per venire a patire dolore e agonia, e per portare il peso dei peccati del mondo: essere picchiato, disprezzato, rifiutato, deriso, insultato, sputato addosso e poi ucciso per me, soltanto perché io possa avere la speranza della vita eterna in cielo! È una decisione che ancora oggi faccio fatica a comprendere. Gesù ha scelto di soffrire affinché io potessi ricevere il dono della salvezza.

Wow, che amore straordinario ha Dio per le persone! Ha dovuto assistere dall’alto all’umiliazione di suo figlio, sentendolo persino gridare: “Elì, Elì, lamà sabactàni?”, cioè: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46). Non riesco a immaginare la sofferenza che il Padre ha provato finché Gesù non ha finalmente gridato: “È compiuto!”. Persino sulla croce Gesù avrebbe potuto chiamare gli angeli per essere liberato, ma ha preso la difficile decisione di rimanere sino alla fine.

I dieci comandamenti
Amo Gesù perché ci ha dato i dieci comandamenti, un insieme di istruzioni per proteggerci, renderci felici, insegnarci a distinguere il bene dal male e aiutarci a forgiare il nostro carattere. Ci insegnano a essere gentili e amorevoli gli uni con gli altri, a essere onesti e ad avere autocontrollo. Ci indicano la via della grazia; ci mostrano i nostri errori, i nostri sbagli, e ci ricordano il Salvatore, Gesù Cristo, che ha sofferto sulla croce affinché potessimo essere redenti. Mi piace pensare ai dieci comandamenti come ai guardrail su una strada trafficata. Non impediscono all’auto di muoversi; la proteggono dal rischio di precipitare da un dirupo. Gesù li ha riassunti perfettamente in due espressioni: amore per Dio e amore per il prossimo.

La promessa della risurrezione
Questo è uno dei motivi principali per cui amo Gesù. Due anni fa ho vissuto un’esperienza terribile. Quel giorno ho saputo che mio zio era morto. Ero proprio giù. Non sono riuscita a dormire per due giorni. Non riuscivo a concentrarmi a scuola. Ero arrabbiata con Dio. Ero arrabbiata perché mi aveva portato via una delle persone più preziose del mio cuore. Ho messo in discussione Dio ogni giorno fino al funerale. Gli ho urlato contro. Ho messo in dubbio il suo potere e il suo giudizio, e in quel momento credevo di averne tutto il diritto, perché l’anno prima avevo perso mia nonna paterna, e ora Dio mi aveva portato via mio zio così all’improvviso!

Oltretutto, avevamo pregato per ore mentre era in ospedale. Allo scoccare di ogni ora, ci riunivamo in un momento di preghiera via WhatsApp con familiari e amici. Interrompevano qualsiasi cosa stessero facendo e si univano alla preghiera per chiedere a Dio di risvegliarlo. Ma Dio ha detto di no.

Ero esausta per il pianto. Ero in uno stato confusionale. Ero arrabbiata perché si era rifiutato di rispondere alle nostre preghiere. Ma nonostante tutto, Dio è stato comunque così paziente con me, circondando me e la mia famiglia di persone che ci capivano, persone che venivano ogni giorno a confortarci. Ci portavano cibo cucinato con amore, così non dovevamo preparae noi. Dio si è assicurato che non ci sentissimo soli. Si è assicurato che, se avessi pianto, sarei stata confortata.

Arrivò il giorno del funerale e non lo dimenticherò mai. Fu uno dei giorni più devastanti della mia vita. Eppure, dopo aver parlato con Dio di come mi sentivo, provai una pace che non so spiegare, una pace che mi ricordò la promessa di 1 Corinzi 15:51-58, la promessa che un giorno avrei rivisto mio zio. Da allora mi sono aggrappata a quella promessa e, ogni volta che penso a lui, ricordo che Dio ha le sue ragioni per fare le cose e che devo fidarmi del suo giudizio. Dio mantiene sempre le sue promesse. Di questo posso essere testimone.

È un amico affidabile
Gli amici sono doni di Dio – questo è ciò che ho imparato – ma bisogna scegliere buoni amici che ti incoraggino e ti sostengano, e ho imparato che anche questo non è sempre facile. Alcuni amici ti vengono mandati da Dio perché tu possa guidarli, amarli e pregare per loro, altri ti vengono mandati per incoraggiarti e aiutarti nei tuoi problemi. Ho imparato che c’è un solo amico che è più fedele di un fratello, e il suo nome è Gesù. Lui è sempre pronto ad ascoltarti mentre gli racconti la tua giornata, i problemi a scuola, i tuoi pensieri e i tuoi desideri.

All’inizio, la preghiera potrebbe sembrare strana (lo è stata per me). Ma man mano che ho iniziato a parlare di più, ho iniziato ad aprirmi di più e presto mi è sembrato di parlare con un amico di scuola, il mio migliore amico, e ancora di più, il migliore amico su cui posso sempre contare e che non mi deluderà mai.

Adoro la seconda strofa dell’inno “Il mio Signore ed io”, che parla di Gesù come di qualcuno su cui posso contare, qualcuno a cui posso chiedere aiuto e guida, qualcuno disposto a starmi accanto per tutto il tempo. Che amico meraviglioso, vero? E ho una notizia per te: lui vuole essere anche tuo amico. Basta chiederglielo, e non ti deluderà. È una certezza.

La sua capacità di trasformare
Il quinto e ultimo motivo fondamentale che vorrei condividere è questo: amo Gesù per il suo incredibile potere di trasformarci dall’interno. Non vuole solo perdonare i nostri errori e peccati; vuole darci un nuovo nome, una nuova identità. Ci sono momenti in cui mi sento debole, in cui fatico a prendere le decisioni giuste e a mettere gli altri prima di me, ma Gesù non mi abbandona. È l’unico che può prendere un cuore spezzato e renderlo integro, o prendere una persona profondamente turbata e riempirla della sua pace. Solo grazie a lui non sono più definita dai miei errori o da chi ero prima. Mi dà la forza di superare cose che pensavo di non poter mai superare e mi aiuta a crescere e a diventare una persona migliore ogni giorno.

Apocalisse 2:17 promette che a chi vince, egli darà una pietruzza bianca con un nome nuovo scritto sopra: una nuova identità. Sapere che Gesù continua a operare in me mi riempie di speranza. Lui è colui che trasforma la vita per eccellenza, e lo amo perché non si è mai arreso e non si arrenderà mai con me.

Adventist Review ha chiesto a bambini (dai 7 ai 9 anni), preadolescenti (dai 10 ai 12 anni) e adolescenti (dai 13 ai 16 anni) di tutto il mondo di scrivere alcuni articoli per la rivista.

[Fonte: adventistreview.org. Tradotto dalla redazione]
[Foto: Unsplash.com; Houchi, Dreamstime.com]

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