Il Centro avventista “Casuccia Visani” a Poppi (AR), nel Casentino, dal 9 al 16 agosto ha ospitato il Campo famiglie 2026, un’iniziativa organizzata dai Ministeri Avventisti della Famiglia (MAF).
Il team, affiatato come sempre, era composto dai coniugi Patrizio Calliari (pastore) e la moglie Maria Antonietta Calà (direttrice associata dei MAF), in qualità di direttori del campo. Con loro, i coniugi Emanuel Lascu (pastore) e la moglie Rachel (laureata in psicologia) come animatori della parte spirituale e seminariale; la famiglia Alessio, Laura, Andrea e Noemi Puglisi (assieme a Noemi Schino) per l’animazione musicale e la collaborazione per le attività intergenerazionali. Anche quest’anno è proseguita l’esperienza della versione 2.0 con la partecipazione dell’AISA (Associazione Italiana Scout Avventista), rappresentata dai coniugi Alessandro Butera (pastore) e Michela Dolce e dei Ministeri Avventisti in favore dei Bambini (MIB), rappresentati dai coniugi Luciano Bernava e Stefania Tramutola i(pastora), per curare le attività intergenerazionali.
Il racconto di una settimana in armonia
Fra i partecipanti, la famiglia composta da Maria Beatrice Copiz e Tiziano Rimoldi, della chiesa di Firenze, ci ha riportato alcune impressioni: “Rispetto agli anni precedenti, per il Campo Famiglie 2026 i numeri sono stati leggermente più contenuti, ma proprio questo aspetto ha contribuito a creare un’atmosfera ancora più intima, accogliente e familiare. La presenza di molti bambini piccoli ha dato poi al campo un’energia particolare, fatta di spontaneità e vivacità.
Il filo conduttore della riflessione spirituale del pastore Emmanuel Lascu, è stato il tema della Pasqua, approfondito attraverso la figura dell’Agnello di Dio e l’esplorazione delle diverse tipologie bibliche che rimandano al significato della morte e della risurrezione di Cristo. Sono stati momenti di approfondimento e meditazione che hanno invitato tutti a riscoprire, con occhi nuovi, il significato della Pasqua e il cuore del messaggio evangelico.

Accanto alla dimensione spirituale, il campo ha dedicato ampio spazio anche alla vita di coppia, grazie alla dott.ssa Raquel De Oliveira Lascu. Attraverso esercizi e attività di gruppo stimolanti, i partecipanti hanno potuto confrontarsi su dinamiche, difficoltà e opportunità della relazione, ricevendo spunti concreti e suggerimenti preziosi per costruire e rafforzare ogni giorno il rapporto con il proprio coniuge. Il clima sereno e partecipativo ha favorito un confronto autentico, trasformando questi momenti in occasioni di crescita personale e di coppia.
Le attività dedicate hanno permesso ai bambini di vivere pienamente l’esperienza del campo, mentre i genitori potevano occuparsi con maggiore serenità dei momenti di studio, riflessione e condivisione.
Non sono mancati, naturalmente, le esperienze all’aria aperta. Tra le proposte più belle, l’escursione alla Croce di Pratomagno ha offerto l’occasione di trascorrere del tempo immersi nella natura, condividendo la fatica, i panorami e la soddisfazione per aver raggiunto la meta.
Particolarmente intenso ed emozionante è stato il percorso del venerdì sera, che ha accompagnato i presenti in un crescendo di significati e suggestioni fino alla cena del Seder di Pesach, per poi culminare nella celebrazione della Santa Cena. È stato uno dei momenti più intensi del campo estivo: un’esperienza vissuta insieme, capace di unire simboli, memoria e fede e di riportare tutti al centro del messaggio della Pasqua.
Al termine di questi giorni, resta soprattutto la gratitudine. Un grazie speciale va alla cuoca, l’infaticabile Nella, e al suo gruppo di lavoro che, con impegno, cura e dedizione, hanno contribuito a rendere ancora più piacevoli gli istanti trascorsi a tavola; grazie allo staff di Casuccia, per l’accoglienza e la disponibilità; e a tutti i volontari del Campo Lavoro, che, con il loro impegno spesso discreto ma instancabile, hanno reso possibile lo svolgimento del campo.
Un sentito grazie, inoltre, a tutti coloro che hanno curato i momenti spirituali e formativi, a chi si è occupato dei bambini e a ogni persona che ha messo a disposizione tempo, energie e capacità. Sono proprio tutti questi piccoli e grandi gesti di servizio a creare lo spirito di una comunità e a rendere speciale un’esperienza come quella vissuta a Poppi.
Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo alla famiglia Puglisi, che anche quest’anno, con generosità, ha dedicato il proprio tempo per guidare la lode, accompagnando con entusiasmo grandi e piccoli.
Poppi ci saluta così, lasciandoci non soltanto bei ricordi, ma anche nuovi spunti per continuare a crescere insieme: come individui, come coppie e come famiglie”.
[Fonte e foto: MAF]













