Il 25 dicembre dell’800, il re franco Carlo Magno fu incoronato imperatore a Roma. Rileggiamo alcuni passaggi storici della sua ascesa, riflettendo sull’eredità che ci ha lasciato: le sue riforme gettarono le basi per lo sviluppo del pensiero europeo in molti campi.

Romică Sîrbu – La Rinascita carolingia deve essere intesa come una "riforma e una riconfigurazione di tutti i popoli sotto il regno di Carlo, in vista della creazione di un territorio cristiano nelle sue strutture istituzionali, nella condotta morale e nelle convinzioni personali".[1]

"Davanti a tutti loro, fasciato con riluttanza in vesti romane, si ergeva Carlo. Una feroce dissolvenza sulla mappa medievale… una tempesta che strappò nuovi angoli del suo impero dalle mani dei suoi nemici… Il papa pose la corona imperiale sul capo di Carlo, portando a compimento anni di pianificazione con un unico rapido gesto… E poi, con un atto non previsto dal cerimoniale, che avrebbe perseguitato a lungo il papa, Leone, si inginocchiò davanti a Carlo, il primo imperatore a Roma in quasi 400 anni".[2] Era l’anno 800.

L’ascesa 
La gloriosa storia di Carlo Magno era iniziata 32 anni prima. Dopo la morte del padre, Carlo condivise il Regno dei Franchi con il fratello Carlomanno. Ma questi morì nel 771 e Carlo divenne l’unico sovrano del regno franco, appropriandosi dei territori di Carlomanno. Da quel momento fino all’anno 800, il suo regno fu caratterizzato da guerre e da un’incessante espansione. 

Il sogno di Carlo Magno di creare un’Europa unita influenzerà la storia in modo significativo. Napoleone, subito dopo la sua incoronazione, andò in visita alla tomba di Carlo, simbolo identificativo con la sua grande ambizione.

Quando fu incoronato imperatore, Carlo era a capo di territori oggi conosciuti come Francia, Benelux (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, ndr), Germania (esclusa l’area nord-orientale), Austria, Repubblica Ceca e Italia settentrionale. Il suo obiettivo non consisteva nel far rinascere il passato impero romano, ma nella creazione di un impero cristiano in Europa. Il nuovo atteggiamento verso il cristianesimo, promosso da Carlo e riconosciuto dal papa, rappresenterà l’approccio filosofico dominante della cristianità europea, che avrebbe avuto come esito le guerre di conversione dei pagani e l’espulsione dei musulmani.

La Rinascita carolingia 
Carlo Magno, tuttavia, consegnò anche un’altra eredità. La fioritura culturale e accademica e le trasformazioni sociali del suo tempo costituirono la Rinascita carolingia, un preambolo del Rinascimento dei secoli XV-XVII. 
"Se fosse vissuto in un’epoca più tarda" scrive Dale Evva Gelfand "Carlo Magno avrebbe potuto dirigere un’enorme multinazionale. Probabilmente avrebbe avuto anche un grande successo… Dalla legge all’istruzione, dai miglioramenti sociali alle opere pubbliche, fu un instancabile innovatore e riformatore. Uomo nobile in tutti i sensi della parola, Carlo Magno usò il suo acuto intelletto e la sua determinazione al servizio del suo popolo, sia esso ricco o povero".[3]

La riforma dell’istruzione 
L’iniziativa più significativa di Carlo Magno, che ebbe effetti duraturi, fu lo sviluppo del sistema educativo. Nonostante fosse semianalfabeta, Carlo aveva un’immensa ammirazione per l’istruzione; era convinto che essa preparasse le persone ad acquisire una conoscenza religiosa in vista della salvezza dell’anima.

Così, nel 784, con un decreto reale gettò le fondamenta per l’istituzione di scuole nelle cattedrali e nei monasteri, sia per il clero sia per i laici. Cercò poi di eliminare le differenze tra i servi della gleba e le persone libere, in modo che potessero studiare insieme. L’imperatore, la moglie e i figli furono tra i primi a essere integrati nel sistema educativo. Carlo Magno studiò scienze, diritto, letteratura, teologia, retorica, astronomia e altre materie.

La lezione di Carlo Magno 
Si racconta che Carlo, impressionato da alcuni studenti indigenti, si rivolse loro dicendo: "Figli miei, avete trovato molto favore presso di me perché avete cercato con tutte le vostre forze di eseguire i miei ordini e di ottenere vantaggi per voi stessi… e io vi darò sedi vescovili e splendidi monasteri, e sarete sempre degni di onore ai miei occhi".

Disse poi ai figli dei nobili: "Voi nobili, voi figli dei miei dirigenti, voi damerini sopraffini, avete confidato nei vostri natali e dei vostri beni, e avete ignorato i miei ordini per il vostro avanzamento… Per il Re del Cielo, non tengo conto della vostra nobile nascita e del vostro bell’aspetto. Sappiate con certezza che, se non compenserete la vostra pigrizia pregressa con uno studio vigoroso, non otterrete mai alcun favore da Carlo".[4]

Spirito di squadra 
Nel suo approccio coraggioso e visionario, Carlo Magno poté godere del sostegno del monaco benedettino anglosassone Alcuino di York (732-804). Su insistenza di Carlo Magno, Alcuino si recò ad Aquisgrana e diventò quello che per noi oggi è il Ministro dell’Istruzione.

Adottando il modello romano classico e arricchendolo con elementi attinti dal mondo irlandese e sassone, Alcuino creò un programma di studi disegnato per facilitare lo sviluppo del pensiero critico. Il percorso didattico di Alcuino comprendeva le sette arti liberali: grammatica, retorica, logica (il trivium), geometria, aritmetica, astronomia e musica (il quadrivium).

Oltre ad Alcuino, molti altri studiosi del tempo giunsero alla corte reale, come Pietro da Pisa, un importante grammatico; lo storico italiano Paolo Diacono; dalla Spagna il visigoto Teodolfo che, non solo sviluppò l’insegnamento a tutti i livelli e istituì biblioteche, ma migliorò anche il sistema giuridico; ed Einhard, biografo reale di origini franche. Anche altre personalità e intellettuali dell’epoca giunsero da ogni parte dell’impero per insegnare nelle scuole carolinge.

Le riforme di Carlo Magno posero le basi per lo sviluppo del pensiero europeo in molti campi e le grandi università europee sarebbero nate dalle scuole da lui fondate.

Note 
[1] Rosamond McKitterick, Charlemagne. The Formation of a European Identity (Carlo Magno. La formazione dell’identità europea), Cambridge University Press, 2008, pp. 305, 306.[2] Jeff Sypeck, Becoming Charlemagne. Europe, Baghdad, and the Empires of AD 800 (Diventare Carlo Magno. L’Europa, Baghdad e gli imperi dell’800 d.C.), HarperCollins e-books, p. 10. 
[3] Dale Evva Gelfand, Charlemagne. Ancient World Leaders (Carlo Magno. Leader del mondo antico), Chelsea House Publishers, 2003, pp. 62-64. 
[4] Ivi pp. 72-74.

[Fonte: st.network. Traduzione: V. Addazio]

 

 

 

 

 

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