Gli impedimenti e le difficoltà che costellano il nostro cammino possono rivelare un’altra faccia e insegnarci, nonostante tutto, qualcosa di buono.

Andreea Irimia – "Ciò che non ti uccide ti rende più forte" scriveva Nietzsche nel 1889, in uno dei suoi saggi. Più facile a dirsi che a farsi quando stai affrontando la disoccupazione, una malattia, un rifiuto o a un compito in classe lasciato in bianco. Tendiamo a vedere tutto questo come qualcosa di cui dobbiamo sbarazzarci. Non è possibile che sia la vita che volevamo.

Diversi studi confermano quello che forse abbiamo imparato dalle nostre esperienze: gli ostacoli sono i nostri migliori maestri. Quando diamo loro un’occhiata più da vicino, ci offrono degli "insegnamenti", iniziamo a sentirci più grati e può capitare persino di apprezzarli. Matthew Trinetti, dell’Huffington Post, ha compilato un elenco di proprietà che rendono gli ostacoli desiderabili:

– Ci svelano chi siamo veramente. Nei momenti di crisi, il nostro vero io traspare. In quegli istanti difficili, impariamo molto di più su quello che possiamo cambiare, sulle diverse modalità con le quali dovremmo guardare al mondo e alle persone che ci circondano.

– Danno un’indicazione per le decisioni future. Le esperienze negative ci forniscono un quadro più chiaro rispetto alle inevitabili conseguenze di certe scelte. Perciò, quando ci troviamo dinanzi a una decisione analoga, conosciamo già una strada da seguire per evitare altre sofferenze.

– Ci offrono la possibilità di diventare più forti. La paura fa parte della nostra natura e senza alcuna occasione di rafforzare il nostro coraggio, certi timori potrebbero perseguitarci per tutta la vita. Ecco perché gli ostacoli sono il modo ideale per testare e potenziare la nostra fermezza.

– Ci aiutano a trovare il nostro scopo nella vita. Lo scrittore cristiano C. S. Lewis, nel suo libro The Problem of Pain (Il problema della sofferenza), evidenzia come un’esistenza senza difficoltà ci porti a valorizzare aspetti senza un valore reale, un “pantano” in cui ci sentiamo a nostro agio e non ce ne andremmo se non per colpa di un problema. Quando gli ostacoli appaiono sul nostro sentiero, quando la sofferenza pesa su di noi, solo allora possiamo cogliere una prospettiva più ampia e impostare in modo corretto le nostre priorità di vita.

– Possono condurci alla pace interiore. Quando incappiamo in quelle difficoltà che superano la nostra capacità di andare oltre, ci rendiamo conto di quanto poco controllo abbiamo sulla nostra vita. Capiamo che non possiamo fare affidamento esclusivamente su noi stessi e allora intraprendiamo una ricerca sulla nostra origine e sul significato che vogliamo dare alla nostra esistenza. Una volta scoperto e interiorizzato, la sensazione di sapere da dove veniamo e dove siamo diretti ci donerà pace interiore.

– Ci preparano alla morte. Anche se questo ultimo punto può sembrare tetro, gli ostacoli ci ricordano che siamo di passaggio, ci troviamo qui per un breve periodo e che la morte è il capolinea del viaggio. Ci rendiamo conto che non possiamo vincere la fine da soli. Per i cristiani, questa consapevolezza rafforza la fede nella risurrezione che attende i credenti. Per coloro che non credono nella risurrezione e nella vita eterna, la morte è semplicemente una trasformazione o un passaggio nel nulla. In entrambi i casi, gli impedimenti che rivelano una prospettiva di morte ci trasformano e ci aiutano a considerare la vita in modo diverso.

[Fonte: st.network. Traduzione: V. Addazio]

 

 

 

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