La città di Plovdiv, in Bulgaria, ha ospitato, dal 30 ottobre al 3 novembre, il Consiglio annuale della Regione intereuropea (EUD) della Chiesa avventista. È stato il primo grande incontro EUD dopo l’Assemblea Mondiale della denominazione, tenutasi l’estate scorsa a St. Louis, nel Missouri.
L’evento ha riunito i rappresentanti delle sei Unioni di Federazioni e delle cinque Unioni di chiese avventiste che compongono il territorio dell’EUD, dal Portogallo alla Romania e dalla Germania a Malta. Obiettivo comune è stato quello di sviluppare un piano strategico globale che guidi la missione della Regione in un contesto europeo sempre più secolarizzato.
Un invito al ministero personale
Il presidente dell’EUD, Barna Magyarosi, ha aperto i lavori con un potente messaggio spirituale intitolato “La città, Dio e tu”, basato sul testo biblico di Geremia 29:1-14. Ha così stabilito il quadro teologico per le discussioni della cinque giorni di incontri, e invitato i partecipanti a riconsiderare il loro rapporto con la società post-cristiana in cui operano.
Nel suo discorso, Magyarosi ha esplorato la scomoda realtà dei credenti nell’Europa contemporanea. Sono come degli “esiliati”, ma non nel senso di deportati in un altro Paese, bensì in quanto residenti in società le cui strutture basilari si sono allontanate dai fondamenti cristiani. Attingendo al consiglio dato da Geremia agli esuli ebrei a Babilonia, ha presentato il comando controintuitivo di Dio: “Cercate il bene della città… Pregate il Signore per essa; poiché dal bene di questa dipende il vostro bene” (Geremia 29:7).
Il messaggio del presidente ha respinto due risposte comuni ma inadeguate all’esilio culturale: l’assimilazione, in cui i credenti compromettono la loro identità per avanzare personalmente, e l’isolamento, in cui si ritirano in enclave religiose. Magyarosi ha invece invocato una terza via, l’integrazione e il servizio, che renderebbe i cristiani “i cittadini più esemplari della città terrena”.
Riferendosi ai resoconti storici del sociologo Rodney Stark, ha poi illustrato il modo in cui i primi cristiani trasformarono l’Impero Romano. Non agirono attraverso il potere politico, ma tramite il servizio sacrificale durante le pestilenze e le crisi. “Il cristianesimo non ha affascinato le città cercando di assumerne il controllo” ha sottolineato Magyarosi “Ha acquisito forza e influenza attraverso l’umile servizio”.
Fondamenti amministrativi e finanziari
Dopo il messaggio di apertura, sono state affrontate le questioni amministrative e finanziarie essenziali per le attività della Regione. I delegati hanno esaminato e votato i bilanci, le politiche e le strutture organizzative che sosterranno le iniziative strategiche future.
Quadro di riferimento per la missione contestualizzata
Il fulcro del Consiglio annuale è stato lo sviluppo e l’approvazione di un nuovo piano strategico intitolato “Andrò a cercare il tuo bene” (I Will Go—I Will Seek Your Good), che riecheggia esplicitamente sia Geremia 29:7 sia il Salmo 122:9. Il piano è il risultato di un’ampia consultazione con i rappresentanti sul campo e i pastori. In questo modo riflette il contributo proveniente da tutto il territorio diversificato dell’EUD.
Il quadro strategico si basa su una idea chiara: “Un movimento guidato dallo Spirito in cui ogni credente vive in comunione con Dio, in unità con gli altri, riflette il carattere di Cristo e partecipa attivamente alla missione della Chiesa Avventista del Settimo Giorno”. Questa visione è supportata dall’impegno “a responsabilizzare gli individui e le comunità di fede affinché approfondiscano il proprio rapporto con Dio, rafforzino la loro identità in Cristo, promuovano un’unità autentica e si impegnino in una missione trasformativa a livello locale e globale”.
Quattro aree strategiche di intervento
Seguendo il modello della denominazione a livello mondiale, il piano organizza la missione dell’EUD attorno a quattro aree di intervento, ciascuna delle quali affronta esigenze importanti, identificate in tutto il territorio:
– Comunione con Dio. Pone l’accento sul rinnovamento della spiritualità quotidiana, sul riportare al centro il culto in chiesa come incontro formativo con Dio, sulla costruzione di percorsi per una comprensione biblica più profonda e sull’aumento del numero dei mentori che radicano queste pratiche nella vita di tutti i giorni. Gli obiettivi strategici includono il rinvigorimento della spiritualità personale e familiare, il miglioramento delle esperienze di culto e una comprensione biblica più profonda.
– Identità in Cristo. Si concentra sul radicare saldamente la comunità nella storia di Cristo, formando i membri ad esprimere la propria fede nella sfera pubblica e privata. Gli obiettivi includono la crescita di comunità incentrate su Cristo, l’incoraggiamento dei credenti a riflettere Gesù nella vita quotidiana e il potenziamento della condivisione del messaggio incentrato su Cristo in modi significativi e pertinenti.
– Unità attraverso lo Spirito Santo. Riconosce che lo Spirito forma un solo corpo composto da molte membra, e distribuisce i doni in modo che tutti possano contribuirvi. Il piano prevede la normalizzazione delle abitudini di ascolto e discernimento condiviso, l’insegnamento e la formazione alla riconciliazione e il posizionamento delle chiese locali come costruttrici di ponti. Gli obiettivi includono la realizzazione di una cultura di appartenenza guidata dallo Spirito, la promozione della compassione e il rafforzamento delle comunità di fede locali come catalizzatrici di unità.
– Missione per tutti. Afferma che ogni membro di chiesa è un testimone nel tessuto della vita quotidiana. L’EUD si impegna a promuovere una cultura in cui la missione sia uno stile di vita, fornendo ai credenti gli strumenti per essere efficaci nei loro contesti, coordinando i ministeri attorno a risultati condivisi e chiarendo i percorsi di discepolato. Sei obiettivi strategici affrontano la missione come stile di vita, i percorsi di discepolato, l’innovazione e la contestualizzazione, la pianificazione integrata, la partecipazione alla società e il contributo alle iniziative missionarie mondiali.
Rispondere alla chiamata alla contestualizzazione
Il piano strategico rappresenta la risposta diretta dell’EUD all’urgente necessità di contestualizzazione e innovazione nella missione in tutto il territorio europeo. Operando dalla sede centrale di Berna, in Svizzera, la Regione intereuropea offre ispirazione e risorse ai suoi membri in 20 Paesi, in 18 lingue, al servizio di culture diverse che vanno dall’Atlantico al Mar Nero.
Il panorama post-cristiano dell’Europa presenta sfide uniche che gli approcci generici non possono affrontare. L’enfasi del piano strategico sulla fondazione di chiese contestualizzate, sui metodi innovativi che possono risultare attraenti per la società contemporanea e sull’attività di sensibilizzazione presso le autorità civili e religiose riflette una saggezza acquisita faticosamente su ciò che una missione efficace richiede in questo particolare contesto.
In particolare, il piano incoraggia “la partecipazione e il servizio nella società”, anche attraverso l’espansione delle istituzioni scolastiche, dei centri di speranza e delle iniziative di ADRA e AIDLR (Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa) a livello locale. Questa espressione pratica di ricerca del bene della città dimostra come la teologia, espressa nel messaggio spirituale di apertura, si traduca in azioni concrete.
Guardando al futuro
Al termine del Consiglio annuale, i delegati sono partiti con qualcosa in più dei bilanci approvati e dei documenti strategici. Ciascuno ha portato con sé una rinnovata visione teologica di cosa significhi essere il popolo di Dio in esilio, non ritirarsi dalla società né essere da essa assorbito, ma ricercare attivamente il benessere delle città in cui Dio lo ha posto.
Il titolo del piano strategico, “Andrò, cercherò il tuo bene”, racchiude sia l’impulso missionario sia l’atteggiamento di servizio che hanno caratterizzato le discussioni durante gli incontri. Inquadrando il proprio lavoro attorno a tematiche quali comunione, identità, unità e missione, la Regione intereuropea ha tracciato un percorso che onora i fondamenti biblici, pur tenendo conto delle realtà contemporanee.
L’incontro di Plovdiv segna un momento cruciale per la missione avventista nel vecchio continente. Rivitalizzare le chiese del vasto territorio EUD con questo piano strategico rimane un impegno e una speranza. Ciò che è certo è che i delegati hanno lasciato la città bulgara con una comprensione più chiara della loro vocazione: essere cittadini esemplari qui sulla terra, pur rimanendo fedeli cittadini della città futura, e servire non perché hanno bisogno di qualcosa dalla società, ma perché hanno qualcosa di inestimabile da dare.
Paulo Macedo
[Foto e fonte: EUDNews. Traduzione: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]








