L’Islam varca la soglia delle chiese italiane. Un gesto potentissimo, che giunge nell’ultima domenica di un luglio di sangue e dopo l’attentato nella chiesa di Rouen. Da Milano a Roma, Firenze, Napoli, Torino, Palermo, Catania, Bari, imam e credenti musulmani – 23mila secondo Foad Aodi, presidente delle Comunita’ del Mondo Arabo in Italia (Comai) – pregano a messa insieme ai cristiani di fede cattolica e non mancano messaggi di pace, abbracci e momenti di grande commozione (da Repubblica del 31 luglio 2016).

Dal male, come può capitare, e’ nato il bene. La barbara uccisione di padre Jacques Hamel in una chiesetta della Normandia ha prodotto un incontro tra fedeli cristiani e musulmani a livelli mai prima realizzati. Cristiani si sono recati nelle moschee francesi, musulmani sono andati nelle chiese cattoliche durante i rispettivi momenti di preghiera, il venerdi’ e la domenica. E’ successo anche in Italia. Un fatto mai accaduto prima come risposta a chi, con l’uccisione di padre Jacques, amico fraterno dei musulmani francesi, voleva portare acqua alla teoria della “guerra di religione” che sarebbe dietro la “terza guerra mondiale a pezzi” in corso dal 2001.
Gli autori del gesto criminale non potevano immaginare che, immediatamente, papa Francesco avrebbe smentito questa dottrina, affermando che la guerra non si sta combattendo per la religione ma è piuttosto una “guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli”, concludendo poi che “tutte le religioni vogliono la pace”. Dopo qualche giorno il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha ripetuto le stesse parole di Papa Francesco.
Cosi’ inizia il comunicato stampa del “Comitato Promotore nazionale della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico”. Roberto Vacca ha parlato dei temi affrontati nel comunicato con Giovanni Sarubbi, direttore della rivista on line ildialogo.org

(ansa)

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