M17-Dizionario della fede_Amen«Amen» è la trascrizione dell’ebraico âmen (dal verbo aman che significa «dimostrarsi saldo, degno di fede», «rimanere», alla forma niphil «sentirsi sicuro, avere fede») e, quindi, significa «certamente», «veramente». Nelle fonti giudaiche ricorre come una risposta di conferma e di convalida al discorso di un altro; rispondere «Amen» alla preghiera o alla lode ha valore di assenso, piena partecipazione o pieno accordo.

Oggi, l’Amen è confinato esclusivamente a una rigida formula liturgica e ha perso il senso di accoglienza consapevole di una promessa. Ma come sappiamo bene, l’ubbidienza della fede non può essere limitata alla sola liturgia. Sarebbe interessante riuscire a coniare un’altra formula di risposta della comunità al messaggio di Dio che nelle azioni e nel pensiero trasformi i credenti non solo in semplici sostenitori di un messaggio ma in veri e responsabili testimoni di Dio.

In Apocalisse 3:14 Cristo stesso diventa il Sì di Dio, l’Amen, il testimone fedele e verace (Sal 89:38). Rispondendo «Amen» al Sì di Dio è come se la Chiesa dichiari che quell’assenso è valido anche per se stessa (Ap 22:20). Da ora in poi, l’Amen che pronunciamo alla fine di una preghiera non può essere più una semplice formula distratta e abitudinaria.

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