Michele Abiusi – Si può credere in una società come la nostra dove, malgrado il proliferare delle associazioni per la difesa dei diritti umani, le ingiustizie e le violenze continuano a colpire i più indifesi? In una società dove, malgrado gli sforzi e l’impegno delle Nazioni Unite e dei pacifisti di tutto il mondo, le guerre e il terrorismo seminano ogni giorno morti e paura? Penso anche alle vittime di femminicidio nel nostro Paese!

Mai indifferenti 
Posso credere ancora in Dio? Nell’Essere Superiore che, secondo le varie religioni, si occupa dell’uomo e della sua storia? 
Non sono poche le persone che di fronte al dilagare della sofferenza se la prendono con Dio e rifiutano di credere in lui affermando che se veramente esistesse e se fosse un Padre buono, come spesso si sente dire, non assisteremmo a tante tragedie. Capisco questo modo di pensare anche perché io stesso a volte sono stato contagiato da questa ribellione e ho gridato: “Dove sei, mio Dio? Perché non intervieni? Perché non fai qualcosa? Perché non ci aiuti?”.
In effetti davanti alla morte di persone innocenti, allo sfruttamento di tanti bambini usati e violentati per il piacere di alcuni individui senza scrupoli, senza pietà e senza morale, non possiamo restare indifferenti. Anzi, guai a coloro che non si ribellano! Che non gridano! Guai a coloro che si conformano, che si abituano a tutto, anche al male più devastante.

Cosa dovrebbe fare Dio 
Quindi rimane la stessa domanda: “Posso credere ancora in Dio malgrado tutto questo?”. 
Prima di rispondere vorrei proporre un’ulteriore riflessione. Cosa dovrebbe fare Dio per aiutarci a vivere in un mondo migliore, con meno corruzione, con meno sofferenza in modo da poter credere in lui? A questa domanda alcuni mi hanno detto che se Dio esistesse dovrebbe intervenire nel cuore e nella mente di coloro che contano e convincerli ad essere più umani, più sensibili ai bisogni altrui, meno egoisti, meno violenti. Dovrebbe orientare coloro che gestiscono le sorti di popoli interi e magari distoglierli dalle strategie di guerra e di terrorismo. 

Si, sarebbe un’ottima soluzione. Ma chi può affermare che Dio non agisca già in questa direzione? Chi può credere che Dio non abbia fatto tutto per evitare il peggio? Quando penso all’ultima guerra mondiale e alla tragedia immane della Shoah, non mi ricordo soltanto delle tante immagini assurde, pazzesche e incredibili alle quali la televisione e il cinema ci hanno abituato, ma penso anche ai tanti che in Italia ed in vari Paesi d’ Europa sono intervenuti salvando famiglie, liberando centinaia e addirittura migliaia di ebrei destinati ai forni crematori o alle camere a gas. Chi ha dato la forza a questi “eroi” per sfidare quel potere assoluto? Chi ha dato il coraggio a questi “eroi” per rischiare la propria vita per degli sconosciuti, per degli stranieri?

Costoro erano persone semplici che sono diventate “grandi” perché erano sicuramente attente ai bisogni degli altri e credo anche perché hanno saputo ascoltare la propria coscienza, o meglio, la voce di Dio quando ha parlato e hanno agito in conseguenza. Quante volte mi sono chiesto: “Come racconteremmo la storia se di uomini come Perlasca, come Shindler, come Foley ne avessimo avuto centinaia, migliaia, milioni? Se milioni di bambini fossero stati educati negli stessi principi di giustizia, di amore, di solidarietà, di rispetto, di uguaglianza, forse non avremmo conosciuto né la Shoah né tante altre miserie.

Non secondo i nostri parametri
Altri amici mi hanno detto che se Dio esistesse davvero prenderebbe in mano la situazione e interverrebbe di persona e con decisione. Alcuni mi hanno detto che Dio avrebbe dovuto far morire Hitler quando era ancora in fasce. E per quei dittatori che hanno fatto scorrere fiumi di sangue nell’ex Unione Sovietica, in Cina, in Cambogia, sarebbe stato meglio che le rispettive madri avessero abortito. E poi, cosa riservare a tutti quei dittatori africani, mediorientali o sudamericani di cui la storia recente ci ha raccontato le violenze inaudite? Dio doveva eliminarli fisicamente. E cosa dire dei capi mafia che hanno insanguinato l’Italia? Quale sorte decreteremmo per i pedofili? Per coloro che sfruttano la prostituzione infantile? Per coloro che vendono droga ai giovani? Per i politici corrotti e per gli industriali e banchieri senza scrupoli? Quante persone dovrebbe eliminare Dio perché la giustizia e la pace siano ristabilite su tutto il pianeta? Quanti campi di concentramento dovremmo allestire per contenere tutte le persone inserite nelle nostre liste di condannati?

Su questa strada, volendo ristabilire la giustizia ognuno a modo proprio, moltiplicheremmo il numero dei dittatori, invece di limitarli. Chiedendo a Dio di intervenire secondo i nostri parametri, creeremmo un Dio assoluto, un Dio che per il mantenimento del bene usa la malattia e la morte, che per stabilire la pace usa la guerra e il terrore. Otterremmo esattamente il contrario di ciò che vorremmo. E allora finiamola di dire: “Se Dio esistesse le cose sarebbero diverse!”. Se Dio dovesse seguire i nostri consigli, allora sarebbe veramente il caos!

Dio interviene e educa
Sono sicuro che Dio è preoccupato della nostra esistenza e interviene per aiutarci. Dio non si è dimenticato dell’essere umano che ha creato con tanta perfezione e tanto amore. Dio ha fatto tutto per educarci al bene. Ancora di più: venendo ad abitare in mezzo a noi, tramite nostro Signor Gesù Cristo, ci ha dimostrato quanto siamo importanti per lui; ci ha rivelato quanto ci ama; si è interessato ai bambini, ai poveri, alle donne, agli stranieri, ai condannati a morte, ma anche ai potenti, ai politici, ai religiosi. Per tutti Gesù ha avuto una parola di conforto, un sorriso di incoraggiamento. Il perdono era il suo modo di vivere per stimolare la rinascita, per dare fiducia, per trasformare i più emarginati.

Ricordo alcune parole semplici ma profonde di Gesù Cristo: 
Beati i poveri…”. Gesù ha invertito i valori della società, in cui erano e sono ancora i ricchi che contano, dove il possedere dei beni determina il valore di ognuno. Gesù voleva fermare la corsa pazza alla ricchezza, allo sfruttamento dell’altro, al consumismo sfrenato e molto ancora. 
Beati quelli che si adoperano per la pace…”. Che rivoluzione questo messaggio ancora attualissimo! Quanti hanno voluto le guerre in nome di Dio. Gesù non è tra coloro che promettono il paradiso a patto di uccidere i nemici; al contrario ci invita ad amare anche i nemici. 
Beati quelli che sono affamati ed assetati di giustizia…”. Gesù desidera la giustizia per tutti, sia a livello sociale che personale e ci invita a desiderarla dal profondo del nostro essere. La giustizia esisterà solo se tu ed io la desidereremo e se ci educhiamo ad essa. Tra le migliaia di parole forti di Gesù, basterebbero queste tre per farci conoscere quello che Dio voleva per noi: pace, giustizia, amore.

Se… 
Se tutti i cristiani, almeno loro, avessero accettato e fatto propri questi messaggi, oggi non ci chiederemmo se vale la pena credere in Dio. E allora smettiamo di dire: se Dio esistesse, la società sarebbe migliore. Non è Dio la causa dei nostri tanti problemi. Siamo noi, è stato l’essere umano che ha inventato questa società. Siamo noi che abbiamo escluso Dio dalla nostra vita, dalle nostre famiglie, dalle scuole e dalle università dove i nostri figli studiano, dalla politica e dall’economia. Siamo sempre noi che abbiamo dato fiducia al potere, al denaro, al successo come soluzione ai nostri drammi e con tristi risultati. Sì, è l’uomo che non è degno di fiducia, non Dio. E quindi, abbiamo il coraggio di dire finalmente: “Se l’uomo fosse all’ascolto di Dio, se i capi di Stato, se i politici, se gli industriali, se gli educatori, se i giornalisti, se i religiosi credessero veramente in Dio e lo dimostrassero, la società sarebbe diversa, sarebbe migliore”. 
E di dire con me: “Se noi come genitori credessimo veramente in Dio e se educassimo i nostri figli a rispettarlo e a ubbidirgli, la società potrebbe essere molto diversa, molto migliore”. Sì, oggi possiamo credere, dipende solo da noi.

Ti invito a prendere un po’ del tuo tempo e a leggere i Vangeli, chiedendo a Gesù di far nascere o di far crescere in te la fede, di farti conoscere il Padre. Lui ti ascolterà e ti risponderà. Ne sono sicuro perché questa è stata ed è ancora la mia esperienza.

 

 

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