Firenze. La chiesa avventista intitola la Sala Viola al pastore Rolando Rizzo
21 Maggio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Firenze. La chiesa avventista intitola la Sala Viola al pastore Rolando Rizzo
21 Maggio 2026

Una stanza tinteggiata del colore della sua squadra del cuore rende omaggio a un uomo che non dimenticheremo.

Nella vita ci sono storie che si intrecciano tra loro, soprattutto se ti riferisci a personaggi dalle numerose sfaccettature. È stato così sabato 16 maggio, quando la comunità avventista di Firenze ha voluto ricordare la figura di uno dei suoi pastori, Rolando Rizzo, intitolandogli a 2 anni dalla sua scomparsa, la Sala Viola. E ha voluto affidare la scopertura della targa e il taglio del nastro al gruppo AISA (Associazione Italiana Scout Avventista) della chiesa fiorentina.

Il past. Rizzo aveva immaginato molti anni prima la costruzione di una nuova chiesa, progetto concretizzato nel 2007 (l’anno prossimo sarà celebrato il ventesimo anniversario) per dirla come lui, in “uno dei luoghi più visibili di Firenze”, accanto alle strutture sanitarie dell’ospedale di Careggi.

Idee, progetti, letteratura
Qualcuno ha definito quest’uomo un vulcano, per le numerose iniziative da lui promosse in circa 50 anni di frenetica attività: l’ostello della Gioventù Avventista “Casuccia Visani” vicino a Poppi, nelle Foreste Casentinesi, la casa di riposo Casa Mia a Forlì, l’Associazione Auda per gli universitari e diplomati avventisti, un periodico per giovani, L’Opinione, e molte altre ancora. Parallelamente, dalla sua mente fertile sono uscite poesie, articoli, libri di testo e romanzi, ognuno tendente a valorizzare l’uomo con i suoi pregi ma soprattutto le sue difficoltà, di ordine morale e sociale.

La passione “Viola”
La chiesa avventista di Firenze, inglobata nel terreno della Facoltà di Teologia in cui è stato allievo e docente, è il segno più tangibile della sua presenza a Firenze, che fra l’altro è la città, di cui lui, calabrese di nascita, fin da giovanissimo aveva sostenuto la squadra di calcio, la Fiorentina.

Da studente, Rolando si onorava di indossare la maglietta da trasferta degli anni Sessanta, quella bianca con i risvolti viola. Fu pure voce di Radio RVS e partecipò numerose volte al programma “Violissimaaaaa” (nell’ultima foto della galleria sopra, Rolando con Kurt Hamrin, campione della Fiorentina, fuori dagli studi della radio avventista). Nel corso della trasmissione veniva regalata agli ospiti una Bibbia dalla copertina viola. E di viola, in ricordo della sua fede calcistica, forte anche se non quanto i suoi obiettivi professionali ed etico-sociali, è stata dipinta la nuova sala a lui dedicata.

In ricordo di un amico
Nella nuova stanza è affisso un poster con un testo a cura di Bruno Rimoldi, amico e interlocutore da sempre del past. Rizzo. Ne pubblichiamo un estratto qui (la versione integrale è nell’immagine sopra).

“Quando divenne pastore a Firenze, nel 1990, Rolando Rizzo presentò come priorità del suo ministero – nei primi sermoni che offrì alla comunità – la cura degli orfani e delle vedove da un lato e la costruzione di un nuovo luogo di culto dall’altro. Su entrambi gli obiettivi lavorò con impegno e con risultati tangibili.

Nato nel 1944 a Rossano Calabro, il futuro pastore Rizzo lascia la sua terra amata per diventare studente a poco più di 12 anni. Dalla sua mente, in continua attività come una fucina, nascono numerose idee, che spesso si realizzano sotto forma di nuove ‘creature’. In parallelo al suo lavoro pastorale ed evangelistico, Rolando apre la sua sensibilità agli altri scrivendo poesie, articoli di etica sociale e teologia, romanzi e saggi: da pensionato sarà questo il suo principale impegno pratico.

A fondamento e dolce condimento di ogni sua attività, non dimentica mai di essere marito affettuoso di Raffaella e padre tenerissimo di Simona, che vivono nel suo pensiero e nel suo cuore senza un solo momento di pausa.

Rolando si addormenta nel marzo 2024, poco dopo il compimento dei suoi 80 anni dopo una malattia pesante, ma che non gli impedisce di essere produttivo fino all’ultimo, quasi a lasciarci il suo testimone di atleta della fede in vista del traguardo più ambito: incontrare Cristo al suo ritorno nello spazio celeste, insieme con tutti coloro che lo hanno apprezzato e stimato”.

Bruno Rimoldi, in collaborazione con Claudio Coppini.
[Foto in arrivo dalla comunità di Firenze]

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