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Situazione drammatica in Myanmar, dopo il potentissimo terremoto del 28 marzo scorso. La situazione è resa ancora più disperata a causa dalla gestione corrotta dei soccorsi da parte del regime militare golpista – denuncia Cecilia Brighi, segretaria generale dell’associazione Italia-Birmania. Si tratta di un regime corrotto e sanguinario, quasi del tutto isolato sul piano internazionale, che persino in un contesto di emergenza nazionale non esita a bombardare le zone dei “ribelli”. Anche gli aiuti internazionali sono a rischio di dirottamento verso fini per niente nobili. Tuttavia, non manca chi opera in un’ottica di solidarietà all’interno della società civile che da tempo cerca di organizzare un sistema amministrativo parallelo e clandestino.