Dopo l’Epifania, forse il regalo più bello che possiamo fare ai nostri figli è ascoltarli.
I bambini meritano di essere ascoltati. Curiosità, creatività e capacità di stupirsi li spingono a esplorare, imparare e a esprimere le loro idee, sia sulla vita quotidiana sia su Dio. Riconoscere e incoraggiare la partecipazione attiva è fondamentale per il loro sviluppo olistico e spirituale.
Sebbene esistano istituzioni pubbliche e private che si occupano di questioni legate all’infanzia, la partecipazione attiva e la libertà di opinione dei bambini ricevono ancora poca attenzione. Con questo gruppo di popolazione, la Chiesa avventista ha svolto (e continua a svolgere) un lavoro importante, diventato strumento utile per promuoverne la crescita integrale e spirituale.
Condividere con altri bambini, mentre sviluppano la loro fede e l’amore per Gesù, genera effetti incoraggianti. La crescita spirituale è diventata un sostegno fondamentale per i piccoli che vivono diverse situazioni emotive e sociali nella loro quotidianità. A volte noi adulti ci concentriamo sui nostri compiti e lasciamo poco spazio per sondare il cuore dei bambini.
Diritti dei bambini
Parlare dei bambini significa riferirsi anche alla loro storia, prima da un punto di vista sociale e poi da quello della Bibbia, che ci mostra l’importanza di ascoltarli. La partecipazione e la libertà di espressione e di opinione sono diritti legalmente riconosciuti a livello mondiale, conquistati tramite la Convenzione sui diritti dell’infanzia (approvata dalle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176, ndt). Si tratta del documento più importante sull’infanzia.
Nonostante molti Paesi lo abbiamo accettato, esistono ancora delle difficoltà nella sua piena attuazione. In alcune culture, il bambino è considerato “incapace” e oggetto di protezione; in altre, come soggetto di diritti con autonomia e capacità di esprimere la propria opinione. Entrambe le prospettive sono importanti, perché i bambini hanno bisogno di protezione, ma sono anche individui con diritti e voce propria. Meritano, quindi, di essere ascoltati. I loro pareri contano.
La partecipazione e la libertà di opinione sono tra i diritti dei bambini. Già migliaia di anni fa, la Bibbia mostrava la capacità dei bambini di essere coinvolti e di esprimere il loro pensiero sia sulla realtà intorno a loro sia sulle questioni riguardanti Dio.
Cosa dice la Scrittura
La Bibbia parla dell’infanzia di Gesù nel Vangelo di Matteo che racconta la sua nascita, la visita dei magi e la fuga a Nazaret; e nel Vangelo di Luca che mette in risalto l’esperienza di Gesù quando aveva 12 anni, un evento impressionante che riflette la sua capacità decisionale e di espressione.
“Tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri: li ascoltava e faceva loro delle domande” (Luca 2:46).
Nonostante i secoli e i cambiamenti sociali, offrire spazi in cui i bambini possano esprimersi rimane un processo in corso. L’infanzia degli Israeliti, inclusa quella di Gesù, ci mostra che i bambini hanno la capacità di comprendere e possono partecipare attivamente alle questioni spirituali. A 12 anni, i bambini iniziavano la loro vita religiosa in Israele.
“e tutti quelli che lo udivano si stupivano del suo senno e delle sue risposte” (Luca 2:47).
Oggi, come allora, gli adulti sono sorpresi nel vedere un bambino esprimersi chiaramente e con opinioni proprie. Gesù ha chiarito che i bambini possono essere ascoltati e apprezzati per le loro idee.
“Quando i suoi genitori lo videro, rimasero stupiti, e sua madre gli disse: ‘Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io ti cercavamo, stando in gran pena’. Ed egli disse loro: ‘Perché mi cercavate? Non sapevate che io dovevo trovarmi nella casa del Padre mio?’. Ed essi non capirono le parole che egli aveva dette loro” (Luca 2:48-50)
Questo episodio ci ricorda che i bambini possono essere coinvolti sulle cose di Dio e che la comunicazione e una guida amorevole sono fondamentali per la loro crescita.
“Poi discese con loro, andò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini” (Luca 2:51, 52).
Lo sviluppo del bambino deve essere completo: fisico, mentale, sociale e spirituale. Questo versetto riflette l’importanza di bilanciare crescita, saggezza e grazia, promuovendo relazioni di rispetto e fiducia, che consentano una vita piena secondo la volontà di Dio.
I bambini oggi
L’esempio di Gesù rompe con i preconcetti sull’infanzia. Anche se in alcune culture i bambini continuano a essere sottovalutati, oggi hanno più risorse e opportunità di sviluppo. Ciò che rimane immutato è l’importanza della loro formazione, non solo per il futuro, ma anche per il presente.
I bambini possono compiacere Dio attraverso le proprie esperienze, il vissuto e la testimonianza. Ecco perché è essenziale creare spazi in cui siano messi in grado di esprimere creatività ed energia, e così partecipare attivamente alla comunità e svilupparsi come individui completi in fase di crescita, come tutti, con voce e cuore per continuare a lodare il Signore.
María Villa
[Fonte: revista.adventista.es/. Traduzione: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Foto: aaron00023 su pixabay.com]







