La parola del giorno: pace
16 Maggio 2025

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La parola del giorno: pace
16 Maggio 2025

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Il 16 maggio si celebra la Giornata mondiale del vivere insieme in pace. Nella Bibbia, troviamo il termine ebraico “shalom”. Un invito a comprendere e ricercare la pace nella sua dimensione più profonda e completa

Wendy Jackson – Se siete cristiani, è probabile che abbiate incontrato la parola shalom (שלךם). È un termine ebraico entrato a far parte della musica e del vocabolario cristiano. Forse l’avete sentito usare come saluto o addirittura in qualche canzone.

Nelle varie versioni della Bibbia, il sostantivo ebraico shalom è spesso tradotto con “pace” nei testi in cui viene utilizzato per indicare relazioni amichevoli tra individui (2 Samuele 3:21-23; 15:19), oltre a una coesistenza pacifica tra nazioni talvolta vincolate da un trattato (Giosuè 9:15; 1 Samuele 7:14). L’ottenimento della pace è anche anticipato dallo shalom. Quando le nazioni vivono in pace, è possibile il commercio su larga scala e l’agricoltura può prosperare, riducendo il rischio di carestia e povertà. Di conseguenza, notiamo che la presenza dello shalom era accompagnata da prosperità economica (Proverbi 3:2), sicurezza (Isaia 39:8) e gioia (Proverbi 12:20). Queste associazioni suggeriscono un significato di shalom più ampio della semplice assenza di conflitti e guerre.

La parola shalom deriva da un verbo che può significare “completare”, “essere sano”; pertanto, ha anche connotazioni di interezza e completezza. Di conseguenza, individuiamo un significato che si riferisce al benessere generale (Salmo 35:27; Esodo 18:23), così come alla salute e allo stare bene (1 Samuele 25:6; Salmo 38:3; Ester 10:3).

Lo shalom è prezioso e, quindi, deve essere ricercato (Salmi 34:14; 37:37), e bisogna pregare per esso (Salmi 122:6). Non è disponibile per tutti. La Scrittura dichiara che agli empi è negato (Isaia 48:22, 57:21) e che, invece, è concesso a coloro che dimostrano obbedienza e rettitudine (Salmo 119:165; Isaia 32:17; 48:18).

Non sono le nostre azioni, però, a portare lo shalom. È un dono divino. È Dio che stabilisce un patto di pace con il suo popolo (Numeri 25:12; Isaia 54:10; Ezechiele 34:25). Il peccato ha spezzato la completezza della creazione, e solo Dio può rinnovarla. In effetti, Dio stesso è descritto come Shalom (Giudici 6:24) ed è attraverso Gesù Cristo che possiamo raggiungere la pace, la completezza, l’integrità e la salute racchiuse nell’idea del termine.

Questa aspettativa è espressa nella profezia messianica. In Isaia 9:6,7, uno dei titoli di Cristo è “Principe della pace”. Isaia predice anche che questo Messia, che è lui stesso Shalom, porterà pace. “Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti” (Isaia 53:5). L’incarnazione di Cristo e la sua sofferenza significano che possiamo sperimentare lo shalom. Quando entriamo in una relazione di fede con il Principe dello Pace, possono essere nostri la completezza, la pace e il benessere. Rallegriamoci nella promessa che egli conserverà in perfetta pace coloro che confidano in lui (Isaia 26:12).

Quello che si sperimenta ora, tuttavia, non è la pienezza dello shalom. Tutta la creazione non è ancora in armonia. I profeti dell’Antico Testamento preannunciano un tempo in cui sarà conosciuto lo shalom completo; un’epoca in cui nulla distruggerà la pace del regno di Dio (Isaia 11:9). In quel momento, i predatori, come i lupi e i leoni, coesisteranno in armonia con i buoi e gli agnelli (Isaia 11:6-9) e il regno di Dio si estenderà su tutta la terra (Zaccaria 9:10).

Nell’attesa di questo glorioso compimento, i cristiani sono chiamati a ricercare la pace nelle loro relazioni (Matteo 5:9; Romani 12:18; Ebrei 12:14) e a invitare gli altri a sperimentare la pace e lo shalom che si possono trovare solo in Cristo.

(Wendy Jackson dirige il seminario dell’Università di Avondale, in Australia).

[Fonte: record.adventistchurch.com / Tradotto da Veronica Addazio]
[Immagine di wal_172619 su Pixabay.com] 

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