Nei loro interventi hanno sottolineato l’importanza della libertà di coscienza “per tutti”.
“Non facciamo la volontà di Dio se restiamo in silenzio, senza agire per preservare la libertà di coscienza… Preghiamo con maggiore fervore; e poi lavoriamo in armonia con le nostre preghiere” – Ellen G. White
Queste parole hanno delineato lo spirito della settima Colazione di preghiera annuale per la libertà religiosa, organizzata dalla Regione nordamericana (NAD) della Chiesa avventista. L’evento si è svolto il 14 gennaio presso la sede centrale della NAD, in occasione della Giornata nazionale della libertà religiosa degli Stati Uniti, e ha rappresentato una risposta viva all’appello di andare oltre la “quiete” per difendere attivamente il diritto di coscienza.
La libertà religiosa non è solo un principio storico, è una “promessa vivente” che protegge “coloro che hanno veramente fede e coloro che non hanno alcuna fede” ha affermato Orlan Johnson, direttore del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa (APRL) della NAD, nel suo saluto iniziale.
Una premessa questa che ha radici profonde nella Chiesa Avventista del Settimo Giorno. Nel 1906, la denominazione fondò il Liberty Magazine, che quest’anno celebra 120 anni ed è la più antica rivista sulla libertà religiosa pubblicata ininterrottamente negli Stati Uniti, a testimonianza di un secolo di difesa della libertà di coscienza.
Tra gli ospiti era presente anche Aruna Miller, vicegovernatrice del Maryland, che presiede il primo Consiglio per il dialogo interreligioso.
Tempo di preghiera
Uno degli aspetti più toccanti della colazione sono state le preghiere interreligiose a favore della dignità, della giustizia, della pace e della libertà.
Andy Im, direttore associato APLR della Chiesa avventista mondiale, ha pregato per la libertà religiosa: “La vera devozione non può essere fabbricata. Signore, tu non cerchi un tributo forzato, solo la risposta spontanea di un cuore libero. Ricordaci, ti preghiamo, che un sì non ha senso senza la libertà di dire no. Rendici instancabili difensori della coscienza del nostro prossimo, riconoscendo che la libertà che rivendichiamo per noi stessi è sacra quanto la libertà che garantiamo agli altri”.
Mel Portula, sacerdote della Chiesa cattolica, ha pregato per le comunità: “Preghiamo per le nostre comunità in un momento di difficoltà. Le nostre famiglie di immigrati gridano aiuto. Fai piovere la tua misericordia, o Signore, e ascoltaci [così] possiamo formare nuovi legami comunitari e un senso più profondo del tuo compassionevole senso di giustizia”.
Yorlando Wortham, cappellano statale del Dipartimento militare del Maryland, ha elevato la nazione al cospetto di Dio: “Preghiamo per tutti coloro che hai posto in una posizione per un momento come questo. Se hai chiamato l’America a un tempo di rimprovero, ti ringraziamo. Se ci hai chiamato a un tempo di giudizio, ti ringraziamo… forse siamo in un periodo di correzione. Eleviamo a te il nostro Paese e ti chiediamo, caro Signore, di governare e regnare supremo”.
Luis Landeverde, reverendo della Chiesa spagnola di Hagerstown, ha pregato per i leader eletti: “Ti ringraziamo per il dono di questa nazione e per gli uomini e le donne che hanno risposto alla chiamata al servizio pubblico. Ricorda a tutti costoro che il vero potere si trova nel servizio e che la leadership si esercita al meglio con umiltà, compassione e giustizia”.

Hasan Hammad, presidente della Società islamica di Baltimora, ha riflettuto sull’urgenza della pace: “Purtroppo, viviamo in un periodo in cui le persone che serviamo perdono la vita perché si battono per i propri vicini. Le fazioni che si creano, le divisioni che si verificano… Non c’è fede che desideri altro se non la pace. Abbiamo bisogno di pace”.
L’imam Yaseen Shaikh ha pregato: “Guidaci tutti sulla retta via, la via della giustizia, la via della pace. Permettici di guardarci come vicini, come esseri umani”.
Un appello a difendere la libertà religiosa per tutti
Nel suo intervento, Ivan Williams, vicepresidente della NAD, ha ricordato che la libertà religiosa, sebbene sia un dono di Dio, non è sempre stata tutelata dai governi. Ha rafforzato il suo invito alla responsabilità citando il testo biblico di Michea: “O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?” (Mi 6:8).
E ha concluso con un ultimo appello: “Se nessuno è libero, allora non lo è nemmeno nessuno di noi “.
Al termine dell’incontro, Nelu Burcea, direttore APLR a livello mondiale, ha affermato: “Partecipare a questa colazione ci ha ricordato il potere della preghiera nel proteggere la libertà religiosa… affinché tutti possano vivere la propria fede liberamente e con rispetto”.
In questi tempi particolari, diventa sempre più chiaro che non esiste una posizione neutrale quando si tratta di difendere la libertà di coscienza. La Colazione di preghiera per la libertà religiosa è servita quale potente promemoria del fatto che, in questo Paese, dobbiamo collaborare per salvaguardare la libertà dei credenti di tutte le fedi, così come di coloro che non abbracciano alcuna religione.
Ronnie Mills
[Fonte: Adventist News Network. Traduzione e adattamento: Lina Ferrara]
[Foto: Art Brondo e Pieter Damsteegt, NAD]








