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Oggi tutti sentono il bisogno di esprimere dei giudizi: sfogliando i feed dei nostri social network, ascoltando i dibattiti pubblici o assistendo alle conversazioni quotidiane, emerge una costante fondamentale: abbiamo tutti una ricetta pronta per curare i mali del pianeta. Eppure, in questa voragine di opinioni ad alta voce, la riflessione interiore appare tragicamente ridotta ai minimi termini. In questo scenario iperconnesso e spesso nevrotico, risuona con la potenza di un tuono una celebre intuizione di Lev Tolstoj, contenuta in un breve scritto (pubblicato come pamphlet o estratto di riflessioni sociali) intitolato “Tre metodi di riforma” (Three Methods of Reform), redatto nel 1900: “Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso”. Una frase di disarmante semplicità che taglia a picco le nostre ipocrisie quotidiane e ci costringe a fare i conti con lo specchio. Ma cosa rende questa massima del gigante della letteratura russa così terribilmente attuale, e cosa può insegnarci oggi per vivere meglio?
Così inizia un articolo di Salvatore Galeone pubblicato il 9-9-2026 su libreriamo.it dal titolo “Una frase di Lev Tolstoj ci insegna che la vera rivoluzione parte da noi”. Abbiamo chiesto un commento al pastore avventista Eugen Havresciuc, intervistato da Claudio Coppini e Roberto Vacca in occasione della diretta RVS del 15 settembre 2026.
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