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Naum era contemporaneo del re Giosia, sovrano di Giuda dal 640 a.C. al 609 a.C. e la sua predicazione profetica ebbe quasi certamente luogo fra il 662 ed il 612 a.C.. Vide la caduta di Ninive, la “gran città”. Il suo libro si apre con un forte contrasto in merito al carattere di Dio: da un lato dice che “il Signore è un Dio geloso e vendicatore; (…) pieno di furore; (…) si vendica dei suoi avversari e serba rancore verso i suoi nemici”, 1:2. Dall’altro aggiunge che “il Signore è buono; è un rifugio nel giorno dell’angoscia e conosce quelli che confidano in lui”, 1:7. Come possiamo spiegare questa alternanza di vendetta e misericordia?
Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano Gianni Caccamo, pastore delle chiese avventiste di Parma, Cremona e Modena.
Foto: generata dall’IA






