Un invito a riflettere sulla relazione genitori-figli. Un sorprendente (e reciproco) percorso di crescita lungo il sentiero della vita.
Norel Iacob – Non siamo noi a educare i nostri figli, sono loro a educare se stessi. Unico, completo, sorprendente. Ogni bambino e ogni infanzia è una sfida alla scoperta e al rispetto della propria individualità. Godiamoci le sorprese che ci regalano e maturiamo noi per primi, osservando e facilitando la loro crescita.
Come genitori, educatori, insegnanti o professori, il nostro ruolo non è quello di decidere come far crescere queste giovani piante, ma togliere le erbacce. Ed essere il sole e le nuvole nel loro giardino, permettendogli di svilupparsi secondo il proprio ritmo e la propria forma.
Non siamo noi che insegniamo ai bambini. Sono loro che imparano. L’apprendimento è il loro personale viaggio di scoperta e sviluppo. Anche se per noi non è facile accettarlo, non è nostro compito decidere la destinazione, il percorso, il mezzo di trasporto o i tempi del viaggio. Siamo semplicemente guide che li proteggono e che, nella misura in cui siamo preparati per farlo, li espongono ad ambienti nuovi e diversi, forniscono opportunità e strumenti per l’esplorazione e facilitano il loro percorso. Lasciamo che i bambini abbiano la gioia e la libertà di mostrarci ciò a cui sono interessati, e consentiamogli di prendere l’iniziativa per modellare il loro personale viaggio.
Non siamo noi a sviluppare il pensiero dei bambini. Procede da solo, a volte con il nostro aiuto, a volte contro le nostre aspettative. Il nostro ruolo è quello di offrire ai bambini l’opportunità di conoscere e apprezzare il potere di una piccola torcia per orientarsi in una grotta buia, la potenza di un faro nel rivelare le rocce nascoste nell’oscurità di un temporale. La forza del sole del mattino per dissipare gli incubi della notte. La luce della mente è il superpotere di ogni bambino, rafforzato da ogni argomento valido, da ogni nuovo esercizio di pensiero critico riuscito.
Non siamo noi a definire il carattere dei nostri figli. Loro formano il proprio carattere, bello o imperfetto, forte o debole, come un ponte su un fiume turbolento. Lo costruiranno sulle fondamenta che hanno imparato a gettare, modellate dall’architettura che hanno visto intorno a loro. Sono loro gli architetti, gli ingegneri e i costruttori. Noi, consciamente o inconsciamente, gli diamo solo l’ispirazione.
Non siamo noi a creare armonia nei nostri figli. L’armonia è una sinfonia interiore che scrivono mentre cercano l’equilibrio tra sfida e riuscita. Noi diamo loro semplicemente la prima nota, il ritmo, e poi ci pensano loro a creare la melodia con i loro accordi unici.
Le madri e i padri che riescono a guardare i propri figli affrontare la vita con calma e fiducia sono genitori che hanno avuto successo due volte: la prima nella loro stessa esistenza, e la seconda nel rendere quella vita attraente per i bambini che sono cresciuti con loro.
Tutto questo perché, quando i bambini guardano ai loro genitori, trovano la più potente fonte di ispirazione: un giardiniere paziente, un faro nella tempesta, un ponte solido, un compositore di armonia nella loro vita familiare, un riflesso fedele del Creatore.
(Norel Iacob è redattore capo di Signs of the Times Romania e ST Network).
[Fonte: st.network. Traduzione: V. Addazio]