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Rischio di povertà, grave deprivazione materiale e sociale, bassa intensità di lavoro: quasi un italiano su quattro è vittima di almeno una di queste condizioni, tredici milioni e mezzo di persone. L’Italia ritratta dal report Istat “Condizioni di vita e reddito delle famiglie” è un Paese dove i redditi crescono ma vengono divorati dall’inflazione (nel 2023 la perdita in termini reali è dell’1,6%), e i lavoratori aumentano ma uno su dieci non guadagna abbastanza per sfuggire all’indigenza. Un Paese dove 2,7 milioni di persone non riescono ad affrontare una spesa imprevista, non possono permettersi un pasto adeguato, sono in arretrato con l’affitto o con il mutuo (da “Incubo povertà in aumento per un italiano su quattro” di Rosaria Amato su Repubblica del 27-03-2025).
A fronte di questa situazione le chiese riscoprono il loro ruolo diaconale, come annuncio dell’amore e della grazia di Dio, verso un mondo più giusto che Dio gradisce. Prendendo spunto anche da
Sguardi, spunti di riflessione (strumento che la Facoltà Valdese di Teologia e la Commissione Sinodale per la Diaconia propongono per il dibattito e l’approfondimento sui temi dell’attualità) abbiamo parlato di povertà e giustizia con
Fulvio Ferrario, pastore e teologo, docente alla Facoltà valdese di teologia di Roma.