Il magazine Adventist Review e Adventis Mission, il dipartimento della chiesa avventista dedicato alla missione, accendono i riflettori su quei Paesi meno raggiunti dal messaggio evangelico. Allo stesso tempo gli autori invitano ciascuno di noi a unirsi in preghiera per le popolazioni che vi abitano. Dopo aver parlato di Iran e Afghanistan, ora ci concentriamo sulla Siria, la terza nazione meno permeabile alla fede cristiana.
La missione nel Paese iniziò nel 1893 ad Aleppo, quando un piccolo gruppo accolse Zadour G. Baharian, un pioniere avventista che operava nella vicina Türkiye (nell’allora Impero ottomano).[1]
Nei decenni successivi, missionari, colportori e credenti siriani portarono silenziosamente il vangelo di villaggio in villaggio. Furono fondate chiese, scuole e programmi si evangelizzazione (Voice of Prophecy). Negli anni ’60 la denominazione contava diverse comunità organizzate e un centro amministrativo a Damasco.
L’opera, tuttavia, dovette affrontare ripetutamente delle severe restrizioni. Nel 1951 il governo siriano revocò il riconoscimento ufficiale della chiesa, chiuse comunità e scuole, confiscò libri e imprigionò alcuni membri a causa di incomprensioni riguardanti le credenze avventiste e il loro pacifismo. Questi eventi non scoraggiarono i credenti; continuarono a testimoniare attraverso le relazioni personali, l’assistenza sanitaria, la diffusione di testi e l’osservanza fedele del sabato.
Negli anni ’70, la crescente opposizione governativa pose fine all’attività avventista organizzata. Chiese e istituzioni furono chiuse, i membri subirono continue vessazioni e incarcerazioni, e anche il centro di Damasco fu bandito.
Oggi, in Siria, non esistono chiese avventiste del settimo giorno che operino pubblicamente, e si ritiene che i pochi fedeli rimasti pratichino il culto in privato. La testimonianza non è però scomparsa. Sebbene la chiesa continui ad affrontare importanti opposizioni, molti rifugiati siriani hanno raggiunto chiese e centri avventisti in altre parti del mondo. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di siriani è entrato in contatto con il messaggio avventista in seguito alla diaspora del proprio popolo. I membri di chiesa continuano a pregare, auspicando che un giorno gli avventisti potranno di nuovo vivere liberamente il loro ministero in Siria.

Raccogliamoci in preghiera per il popolo di questo Paese, per tutti coloro che continuano a seguire Cristo con fede e coraggio nonostante le difficili circostanze che affrontano ogni giorno, e affinché si aprano nuove opportunità per condividere il vangelo eterno.
Vi incoraggiamo inoltre a esplorare la mappa interattiva della Siria messa a disposizione dal Joshua Project e a unirvi ai credenti di tutto il mondo nella preghiera per le popolazioni che non hanno ancora avuto l’opportunità di conoscere Gesù. Ogni punto grigio sulla mappa rappresenta una comunità non ancora raggiunta. Facendo clic su un punto, potrete conoscere meglio quella specifica popolazione e pregare per essa. Quando la vostra preghiera verrà registrata, il punto si illuminerà come simbolo dell’impegno spirituale di credenti provenienti da ogni parte del mondo.
Note
[1] Per altre informazioni sull’opera missionaria avventista in Siria, Encyclopedia of Seventh-day Adventists, qui.
[Fonte: adventistreview.org. Tradotto dalla redazione]
[Foto interna: commons.wikimedia.org/wiki/File:Syria_Ethnoreligious_Map.png | NordNordWest, CC BY-SA 1.0, Wikimedia Commons]







