Quello che mia mamma mi ha insegnato a vedere, sentire e amare
7 Maggio 2025

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Quello che mia mamma mi ha insegnato a vedere, sentire e amare
7 Maggio 2025

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

La testimonianza di un figlio che riscopre la sensibilità e la fede luminosa di sua madre

Eddie Tupa’i – Verso la fine dell’anno scorso, mia mamma Elma è scomparsa improvvisamente all’età di 86 anni. Le madri hanno davvero un impatto potente e un’influenza duratura nella nostra vita. Al suo funerale ho condiviso ciò che lei mi ha insegnato a vedere, sentire e amare.

In primo luogo, mia mamma mi ha mostrato come mantenere lo sguardo fisso sul quadro generale dei propositi di Dio. Circa 20 anni fa, durante una visita a Washington, le indicai il Ford Theater, il luogo dove era stato assassinato il presidente Lincoln. La sua risposta fu: “Che bei fiori!”. Ero rimasto così affascinato da quell’edificio di importanza storica da non notare i fiori che avevano suscitato tanta ammirazione in mia mamma. Lei aveva posato lo sguardo sulla creazione vivente di Dio, mentre io rivivevo la morte. Io vedevo il passato, lei il presente. Riflettendo sul vissuto di mia madre, mi rendo conto che, qualunque cosa abbia dovuto affrontare (era diventata vedova a 49 anni), aveva una capacità incrollabile di scorgere la bontà di Dio e i suoi propositi. Era in grado di osservare e accettare il piano più grande dell’Eterno.

In secondo luogo, mia madre mi ha trasmesso l’amore per la musica samoana, un genere meraviglioso che mi ha permesso di sentire la voce di Dio in un modo unico. Mamma amava suonare musica samoana, sia spirituale sia secolare, nella cucina della nostra casa a West Auckland (in Nuova Zelanda, ndt). Nel tempo, ho capito che le melodie, i ritmi e i testi di canti come “O Iesu o le Vine Moni” (“Gesù la vera vite”) esemplificavano l’integrazione tra la lingua, la cultura e la fede cristiana samoane, che sono il fondamento della mia identità.
Canzoni che continuano a risuonare profondamente nel mio cammino di fede come discepolo di Gesù Cristo, aotearoa-samoano, contribuendo all’arrangiamento unico della mia colonna sonora spirituale.

Il terzo racconto riguarda il cuore di mia madre. Viveva per dare. Era incredibilmente generosa. Quando mi preparavo per andare a trovare i familiari negli Stati Uniti, la mamma mi chiedeva di riempire una valigia di cereali Weet-Bix per la colazione e di barrette di arachidi Whittakers! (Entrambi i marchi sono prodotti e fiori all’occhiello dell’azienda alimentare avventista Sanitarium Health Food Company, in Australia, ndr). All’inizio, credevo che fossero per i suoi familiari più stretti e per la famiglia di mio fratello, ma presto scoprii che lei amava condividere con amici e parenti i suoi prodotti preferiti in Nuova Zelanda. La prodigalità e la gentilezza della mamma erano doti che ho osservato per tutta la sua vita. Donava tutto ciò che aveva perché fosse una benedizione per gli altri, incluso quello che era speciale per lei.

Ancora imparo a vedere, sentire e amare come faceva la mamma.
Spero che quanto ho condiviso possa toccarvi in qualche modo, e prego che possiate continuare a vedere, ascoltare e amare Dio in una luce nuova.

(Il past. Eddie Tupa’i è presidente dell’Unione Pacifico-neozelandese della Chiesa avventista). 

[Fonte: record.adventistchurch.com / Tradotto da Veronica Addazio]
[Immagine di Wetmount su Pixabay.com] 

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