Cresce l’accesso alle Scritture anche se in tanti non sono ancora raggiunti. Il nuovo rapporto dell’Alleanza biblica universale.
Al 1° gennaio 2026, circa 7,6 miliardi di persone nel mondo hanno avuto accesso ai testi biblici nella propria lingua, mentre circa 123 milioni ne sono ancora privi. Nonostante i progressi, il divario rimane significativo. Su un totale di 7.393 lingue esistenti, solo 4.121 dispongono almeno di una parte della Bibbia, pari al 55,7%. Le restanti 3.272 lingue non hanno ancora alcun testo delle Scritture.
Sono questi alcuni dei dati principali del rapporto 2025 dell’Alleanza biblica universale (ABU), la rete internazionale che riunisce circa 160 società bibliche nazionali. Il documento completo è disponibile qui.
Disuguaglianze nell’accesso
Il quadro che emerge è articolato. Se da un lato l’accesso alla Bibbia è ormai ampiamente diffuso in termini di popolazione globale, dall’altro persistono forti disuguaglianze sul piano linguistico. Le lingue più diffuse sono infatti quelle che con maggiore probabilità dispongono delle Scritture, mentre le comunità più piccole e isolate restano spesso escluse.
L’accesso, inoltre, non è uniforme in termini di completezza. Circa 6,2 miliardi di persone possono leggere la Bibbia completa nella propria lingua (nel 2024 erano 6,1 miliardi. Leggi l’articolo qui), mentre 927 milioni hanno accesso al solo Nuovo Testamento e 454 milioni dispongono soltanto di alcune parti. Analogamente, a livello linguistico, 795 lingue possiedono la Bibbia completa, 1.815 il Nuovo Testamento e 1.511 soltanto porzioni del testo.

Prime traduzioni e nuove revisioni
Un dato particolarmente rilevante riguarda circa 1,5 miliardi di persone che, pur avendo talvolta un accesso parziale, non dispongono ancora dell’intera Bibbia nella propria lingua. Questo evidenzia come il lavoro non si limiti alle prime traduzioni, ma richieda anche il completamento e l’aggiornamento di quelle già esistenti.
Nel corso del 2025 si sono comunque registrati progressi significativi. Le società bibliche hanno ampliato l’accesso globale alle Scritture attraverso nuove traduzioni, revisioni e una crescente diffusione in formato digitale. Nell’arco dell’anno, sono stati pubblicati testi in 100 lingue, raggiungendo circa 566 milioni di persone.
Questo impegno riflette un doppio obiettivo, da una parte portare la Bibbia per la prima volta a comunità che non ne avevano accesso; dall’altra aggiornare e migliorare le traduzioni già esistenti, garantendo chiarezza, accuratezza e rilevanza culturale in contesti linguistici in evoluzione.
Un impegno culturale
“Garantire che le persone possano interagire con le Scritture in una lingua che comprendono rimane una priorità fondamentale”, ha dichiarato Dirk Gevers, segretario generale dell’Alleanza biblica universale. “La traduzione della Bibbia è un processo non solo linguistico ma anche culturale, che richiede attenzione alla chiarezza e all’accessibilità. I progressi sono importanti, ma per colmare le lacune restano indispensabile collaborazione, impegno a lungo termine e adeguate risorse finanziarie”.

Versioni in Braille
Un ruolo chiave è svolto dalle nuove traduzioni, fondamentali per raggiungere le comunità più svantaggiate. Nel 2025 sono state completate traduzioni in 66 lingue, parlate da circa 32 milioni di persone: tra queste, 13 Bibbie complete, 3 Nuovi Testamenti e 50 traduzioni parziali.
Parallelamente, cresce anche l’attenzione per l’accessibilità e l’approfondimento. Sono state realizzate edizioni speciali, come le versioni in Braille, per i ciechi, pubblicate per la prima volta in lingue come Akan (Ghana), Lusoga (Uganda) e Ndebele (Zimbabwe), e nuove edizioni di studio, arricchite da strumenti didattici e contenuti di contesto, come nel caso della Bibbia in lingua laotiana e del Nuovo Testamento in armeno occidentale.
L’Alleanza biblica universale
L’ABU conta 160 Società bibliche ed è attiva in più di 184 Paesi e territori. Ha il compito di tradurre, produrre e distribuire le Sacre Scritture: l’organizzazione ha pubblicato tre quarti delle Bibbie tradotte integralmente (Antico e Nuovo Testamento) nel mondo. La traduzione si basa sempre sul testo originale ed è effettuata da traduttori madrelingua qualificati, che garantiscono la correttezza. Inoltre, viene realizzata solo su richiesta e iniziativa del destinatario. Per tradurre un libro della Bibbia occorrono alcuni mesi; per l’intera Bibbia, un gruppo di traduttori impiega circa dodici anni.
Nel nostro Paese è presente la Società biblica in Italia (SBI). Visita il suo sito: www.societabiblica.org
[Fonte: biblesociety.org. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Immagini: Thomas Perkins e Kranich17 su Dreamstime.com, Kranich17 su Pixabay.com]







