Una scuola per conseguire “competenze non cognitive”?
19 Febbraio 2026
Una scuola per conseguire “competenze non cognitive”?
19 Febbraio 2026
Le possediamo fin dalla nascita, si rafforzano in famiglia durante la crescita ma è la scuola che può davvero valorizzare le competenze non cognitive e trasversali per lo «sviluppo armonico e integrale della persona», «migliorare il successo formativo» e, prevenire analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica». Per questa ragione, il Parlamento ha approvato la legge 22 del 19 febbraio 2025: “Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale” e il ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato uno specifico decreto il 15 gennaio e si appresta a pubblicare un “Avviso nazionale per selezionare le scuole e le reti di scuole che prenderanno parte alla sperimentazione triennale”. Che sarebbe dovuta partire già da quest’anno scolastico e, invece, a questo punto prenderà il via dal prossimo (da Avvenire del 17-02-2026, “In classe entrano le competenze non cognitive: ecco che cosa sono” di Paolo Ferrario). Abbiamo chiesto un parere al professor Alessio Del Fante, per molti anni docente di storia e filosofia in vari licei fiorentini.
Foto: © Robert Kneschke | Dreamstime.com

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