Notizie Avventiste – Nella Giornata internazionale della famiglia (15 maggio), istituita dalle Nazioni Unite nel 1993, dedichiamo uno spazio al nucleo fondamentale della società. Sì, perché “all’interno della famiglia ci prepariamo per entrare nella società, mentre cresciamo e impariamo” spiega il past. Roberto Iannò, direttore dei Ministeri Avventisti della Famiglia, Single e Terza Età, ai microfoni di radio RVS “Sperimentiamo competenze e ruoli; ci formiamo e sviluppiamo anche le nostre relazioni primarie. È in famiglia che impariamo a essere accuditi e ad accudire; scopriamo cosa vuol dire essere amati e impariamo ad amare”.
La famiglia è anche il luogo in cui apprendiamo le regole sociali.
“Ad esempio, impariamo a convivere insieme con i fratelli e le sorelle, ma anche a parlare e ad ascoltare” dice Iannò “E, soprattutto, in famiglia riceviamo quel supporto che dura per tutta la vita”.
Sperimentiamo anche la resilienza: “È proprio questo atteggiamento che trasforma un’esperienza difficile in una occasione di crescita”.
Di centralità della relazione parla Giuseppe Tomai, psicologo e psicoterapeuta, in un’altra intervista di radio RVS: “Imparare come sviluppare una relazione di qualità, dovrebbe essere centrale all’interno della coppia e della famiglia”.
“Dovremmo partire dal presupposto che non sappiamo stare in relazione” continua Tomai “che vi è tanta ignoranza, tanto analfabetismo emotivo e relazionale. Per cui, i danni sono inesorabili se non c’è una formazione, se non c’è una comunità che accompagna costantemente questo processo. Incontrarsi per formare una famiglia è l’inizio di un cammino di conoscenza reciproca e relazionale. Non è il punto di arrivo”.
Dello stesso avviso è il past. Iannò che afferma: “Quando mi preparo a iniziare il mio percorso di coppia e poi di famiglia, non è finita lì. Una coppia investe quotidianamente e per tutta la vita, perché siamo esseri in divenire e le domande a cui ho risposto prima di sposarmi, o di entrare in una relazione stabile, non sono poi quelle che mi devo porre quando i figli sono più grandi”.
Ricorda inoltre che prima della famiglia esiste la coppia; nel tempo essa “investe su se stessa e cresce” in senso coniugale per essere efficace come coppia genitoriale.
Vulnerabilità e fragilità caratterizzano sempre di più i nuclei familiari, anche in seguito ai continui ed epocali cambiamenti in atto nella nostra società e nel mondo. Per questo, Iannò e Tomai sono d’accordo sulla necessità di offrire sostegno.
“Credo che sia necessario promuovere a livello comunitario spazi concreti in cui le persone, le coppie, le famiglie si trovino” evidenzia lo psicologo “Nei quartieri si dovrebbero sviluppare comunità che stanno intorno alle coppie, luoghi in cui si incontrano, condividono, lavorano insieme”.
Nei momenti di difficoltà “facciamoci amici le famiglie che hanno già vissuto un’esperienza simile alla nostra” consiglia il pastore “Figure di riferimento che ci aiutano ad affrontare con più forza, speranza e ottimismo quella situazione specifica di crisi. È bello anche che le famiglie supportino altre famiglie”.
Clicca qui per ascoltare l’intervista al past. Roberto Iannò.
Clicca qui per ascoltare l’intervista a Giuseppe Tomai.
[Foto: davegerber su Pixabay,com]







