Il centro avventista “Casuccia Visani” a Poppi, nel Casentino, ha ospitato il campo famiglie, dal 10 al 17 agosto. Il team, affiatato come sempre, era composto dai coniugi Roberto (direttore del Dipartimento della Famiglia) e Anna Iannò, in qualità di direttori del campeggio; i coniugi Emanuel (pastore) e Rachel (laureanda in psicologia) Lascu, come animatori rispettivamente della parte spirituale e di quella psicologica; la famiglia Alessio, Laura e Andrea Puglisi, per l’animazione musicale e collaboratori per i giovanissimi.
È proseguita anche quest’anno l’esperienza della versione 2.0, per curare le attività intergenerazionali, grazie alla partecipazione dell’AISA (Associazione Italiana Scout Avventista), con i coniugi Eveliyn e Raluca Stuparu, e dei Ministeri Avventisti in favore dei Bambini (MIB), con i coniugi Stefania e Luciano Bernava, e Lina e Gabriele Ciantia.
Ecco il resoconto di Liz e Luca Mei, della chiesa avventista di Genova.
Per la seconda volta, insieme a nostra figlia Amelia, abbiamo partecipato al campo famiglie 2.0 a Casuccia Visani. Avevamo aspettative alte, che non sono state deluse. La solita impressione arrivando a Casuccia è quella di sentirsi a casa. Abbiamo ritrovato famiglie con cui avevamo fatto amicizia la prima volta e di nuovo abbiamo stretto legami che a nostro avviso resteranno per sempre.
A coordinare le attività vi era uno staff di alto livello. I coniugi Iannò sono stati il nostro punto di riferimento, coloro che contribuiscono ogni anno a farci sentire “a casa”, come una mamma e un papà. Il past. Lascu ha approfondito gli aspetti del libro biblico di Ester, che per alcuni di noi sono risultati nuovi, ci ha fornito spunti di riflessione davvero interessanti, e li ha integrati con la sua grande conoscenza del mondo ebraico. La moglie, Raquel De Oliveira, ci ha guidato in un percorso psicologico e spirituale coinvolgente e contemporaneo, tanto che avremmo voluto svolgere più lavori di gruppo insieme. La famiglia Puglisi, presenza costante ogni anno, ha accompagnato le nostre voci nell’adorazione quotidiana e ha insegnato ai nostri figli ben due canti nuovi (che mia figlia di 3 anni canticchia ancora).
Ultimi, ma non per importanza, citiamo i rappresentanti dei MIB e dell’AISA, i quali si sono adoperati per far vivere ai bambini presenti (corrispondenti a circa il 30% dei campisti!) la meraviglia del libro di Ester. Hanno messo in pratica un vero e proprio processo di apprendimento esperienziale, che ha permesso di vivere questa storia di fede e forza, interiorizzandola appieno. Anche quest’anno possiamo dire che “intergenerazionale” è stata la parola d’ordine.
Grande apprezzamento a Petru Havresciuc e alla moglie Rebecca, “angeli custodi” di Casuccia; a Nella (chiesa di Bari) per la cucina; e a tutta la squadra del campo lavoro.
Nel format della settimana vi sono anche momenti nei quali le famiglie hanno potuto organizzare in autonomia attività immerse nella natura, in acqua (tra piscina e pozze naturali) e alla scoperta della campagna Toscana. Non sono mancati momenti di svago, nonché di grande unione, coordinati dalla famiglia Stuparu (AISA) come il fuoco da campo, la gita in maneggio (che mia figlia porta nel cuore) e giochi di squadra.
Insomma, la settimana del Campo famiglie non è stata solo una vacanza, ma una vera e propria esperienza di arricchimento spirituale e di fratellanza. Siamo grati a Dio per aver avuto questa opportunità e certamente invitiamo e inviteremo altre famiglie a iscriversi alle prossime edizioni.
Liz Beth Rodriguez Torrez e Luca Mei
[Foto: Dipartimento della Famiglia – MAF]












