L’amore che scorge il nostro valore
11 Febbraio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

L’amore che scorge il nostro valore
11 Febbraio 2026

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16).

Viviamo in un mondo in cui il valore è spesso misurato in base alla performance. Come esseri umani tendiamo ad avere delle aspettative riguardo alle persone che ci circondano, i nostri colleghi, i familiari, perfino gli amici, e a giudicare il loro valore in base a quanto bene incontrano tali attese.

Pensiamoci un attimo. Se sei un datore di lavoro, riesci davvero a vedere e ad apprezzare i tuoi dipendenti al di là dei compiti che svolgono? Se gestisci una casa, dai valore alla babysitter o al parente che ti è vicino? O sono diventati dei lavoratori invisibile, persone su cui fai affidamento ma che raramente riconosci o apprezzi?

Troppo spesso ci rivolgiamo agli altri come strumenti per soddisfare i nostri bisogni, invece che vederli come persone meritevoli di amore e considerazione.

Ma Dio vede le cose in modo diverso.

Giovanni 3:16 è più di un versetto da memorizzare: è la dichiarazione di un amore che va oltre la prestazione. “Dio ha tanto amato il mondo…”. Non solo i buoni, gli obbedienti o i produttivi. Ha amato tutti. Al punto da mandare il suo unico Figlio a morire per noi, non perché lo meritassimo, ma perché per lui valevamo quel gesto d’amore.

L’amore di Dio non è una transazione. Non richiede perfezione prima dell’affetto. Egli attribuisce un pregio enorme a ogni individuo, semplicemente perché è una sua creatura. E se Dio vede un simile valore nelle persone, non dovremmo farlo anche noi?

Questa verità ci chiama a vivere in modo differente. A rallentare, a osservare le persone come le vede Dio. A dare valore a coloro che diamo per scontati. A riconoscere la dignità del lavoratore silenzioso, dell’aiutante trascurato, del parente imperfetto.

Quando amiamo così, riflettiamo il cuore stesso del vangelo.

Rose Maine Sinias

[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto da Veronica Addazio].

Condividi su:

Notizie correlate

Incontri. “Io sono qui con te” in Terapia Intensiva Neonatale

Incontri. “Io sono qui con te” in Terapia Intensiva Neonatale

La voce dei genitori è una carezza che dona vita ai piccoli ricoverati. A raccontarci il suo lavoro di ricerca che unisce anni di studio e senso di missione è Marina Elizabeth Caputo, musicoterapeuta e membro della chiesa avventista di Avellino. Una ricerca...

Migliaia di giovani a Valencia

Migliaia di giovani a Valencia

Il Congresso europeo delle ragazze e dei ragazzi avventisti è una festa di colori e amicizia. Nei padiglioni della Fiera di Valencia, quasi 3.500 giovani provenienti da oltre 50 Paesi sono riuniti per l'European Adventist Youth Congress (AYC26). L'evento, in corso dal...

Il cielo dà spettacolo

Il cielo dà spettacolo

La grande parata cosmica di agosto. Se c'è una settimana in cui vale la pena di alzare lo sguardo e dimenticarsi per un attimo del traffico e delle scadenze, è proprio questa. Siamo entrati nei giorni caldi di agosto, ma l'estate non sta bruciando solo sull'asfalto:...

Jesi. Cena solidale insieme a bimbi e ragazzi dall’Ucraina

Jesi. Cena solidale insieme a bimbi e ragazzi dall’Ucraina

Domenica 26 luglio, la chiesa avventista jesina e una rappresentanza locale di ADRA hanno organizzato e offerto una cena al gruppo di ragazze e ragazzi ucraini provenienti dalle zone di guerra e ospiti della Caritas della città. Una gustosa pizza e un gelato,...

Pin It on Pinterest