Esplorazione della Luna. Il contributo della Andrews University
7 Aprile 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Esplorazione della Luna. Il contributo della Andrews University
7 Aprile 2026

Gli studenti di ingegneria dell’ateneo avventista statunitense sostengono l’innovazione in campo aerospaziale mettendo a punto un prototipo

La missione Artemis II della NASA ha riacceso l’entusiasmo per l’esplorazione della Luna, richiamando alla memoria gli anni d’oro delle grandi avventure spaziali. In questo clima di rinnovato interesse, segnaliamo una notizia pubblicata da Priscilla Wiafe sul sito della Andrews University, l’ateneo avventista in Michigan (USA).

Gli studenti di ingegneria stanno contribuendo a sviluppare la ricerca e il futuro dell’esplorazione del nostro satellite. La facoltà, infatti, collabora con Astroport Space Technologies, un’azienda di infrastrutture spaziali che lavora insieme ad Astrolab Venturi per lo sviluppo di un mezzo di trasporto sulla superficie della Luna, detto rover FLEX (Flexible Logistics & Exploration). Astroport ha ottenuto attenzione a livello nazionale nel numero di settembre 2025 di National Geographic, con il reportage “The Great Moon Rush” che ha messo in luce i crescenti sforzi per costruire infrastrutture sulla Luna.

Man mano che le agenzie spaziali e le aziende private accelerano i piani per le missioni lunari prolungate, diventano sempre più essenziali le tecnologie che migliorano la preparazione dei siti e le operazioni in superficie, come le piattaforme di atterraggio. Una delle sfide principali in questo processo è la rimozione di grandi rocce incorporate nella “regolite” lunare (lo strato di polvere, sabbia e frammenti che ricoprono la superficie della Luna, ndt) che superano la capacità di gestione degli strumenti di scavo normali.

Un gruppo di tre laureandi in ingegneria (Cailan Fleming, Daena Holbrook e Leo Stockler Martins) sta sviluppando un prototipo per la separazione e il trasporto dei materiali. Lo strumento è pensato proprio per separare le rocce di grandi dimensioni dal suolo lunare più fine e consentire un trasporto efficiente. Il prototipo sarà sviluppato e provato sulla Terra, con l’obiettivo a lungo termine di un possibile impiego nello Spazio.

Gunnar Lovhoiden, direttore della Facoltà di ingegneria, osserva che l’esperienza degli studenti va ben oltre un tipico compito scolastico. “I giovani sviluppano tecnologie in condizioni reali e collaborano tra diverse organizzazioni e fusi orari” afferma. “È una rara opportunità di contribuire a un lavoro che un giorno potrebbe supportare una base lunare”.

[Tradotto e adattato da Veronica Addazio]
[Foto: Ponciano, Pixabay.com e Center for Innovation & Entrepreneurship, Andrews University]

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