Insieme alle zie, alle nonne e alle levatrici. Una panoramica delle più emblematiche figure materne nelle Scritture.
Domenica 10 maggio è la Festa della mamma, una di quelle ricorrenze difficili da incasellare in una sola data del calendario. La giornata celebra l’amore per chi ci ha tenuti per mano nei primi passi, vegliando per noi nelle notti di febbre, ascoltandoci e sostenendoci sempre.
La festa è dedicata idealmente anche a chi ama senza aver generato: le zie, le nonne, le madri adottive; tutte quelle donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nell’anima di qualcuno. Perché la maternità non è solo un fatto biologico, è una scelta d’amore.
Festeggiamo, dunque, chi ci ha insegnato cosa significa prendersi cura, ricordando alcune figure femminili che ritroviamo nella Bibbia, a cominciare da Dio stesso; come una chioccia ci raccoglie come pulcini sotto le sue ali, una metafora dello straordinario amore materno, protettivo e tenace dell’Eterno (Matteo 23:37 e Luca 13:34).
Anna
Il suo cantico è tra i più profondi e intimi dell’intera Scrittura (1 Samuele 2). Anna aveva conosciuto il dolore dell’assenza. Poi ricevette il suo miracolo e consacrò il proprio figlio a Dio. Non tutte le donne sperimentano la gioia della maternità, ma tutte sono ascoltate dall’Eterno e possono essere madri per molti e a modo loro.
Elisabetta
Anziana d’età, giovane nella fede, Elisabetta crebbe il suo figlio Giovanni rimanendo fedele al piano di Dio. La donna accolse con saggezza e premura la sua giovane parente Maria nel tempo delicato della gravidanza (Luca 1:23-25, 39-45).
Maria
La figura di Maria risplende per la sua forza d’animo straordinaria. Giovanissima, disse sì alla responsabilità di portare in grembo il Messia, pur sapendo il prezzo che avrebbe pagato. Non si allontanò dalla croce nemmeno nell’ora più buia, e seguì con cuore vigile e pieno d’amore ogni passo del ministero di Gesù.

Iochebed
Con coraggio raro, questa madre disobbedì al Faraone e salvò Mosè, che sarebbe diventato lo strumento di Dio per la liberazione del suo popolo. Lo sottrasse alle acque del Nilo con astuzia e ingegno, e riuscì poi ad allattarlo e crescerlo proprio in casa della figlia del Faraone (Esodo 2). Meritano di essere ricordate anche le levatrici che, rifiutandosi di eseguire gli ordini di morte del Faraone, si fecero scudo degli innocenti come vere madri (Esodo 1).
Anna, la profetessa
Vedova e avanti negli anni, Anna custodiva una fede incrollabile e una vita di preghiera radicata nella profezia. Nel tempio, quando si avvicinò a Maria e a Giuseppe, “anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Luca 2:36-38). Nelle nostre comunità, ricordiamoci sempre delle donne più anziane. Spesso sono proprio loro a trasmettere ai più giovani il senso vivo della fede.
Loide ed Eunice
Paolo le cita con affetto e stima in una delle sue lettere. Loide era nonna ed Eunice madre di Timoteo, giovane guida della comunità cristiana e discepolo dell’apostolo. Entrambe sono riconosciute come le radici della sua fede. In molte famiglie sono le nonne a piantare il seme della speranza che dà frutto nelle generazioni future (2 Timoteo 1:5).
La donna sirofenicia
L’amore materno non conosce ostacoli. Questa madre tenace non si lasciò scoraggiare da nessun rifiuto e, con umiltà e determinazione, supplicò la guarigione della figlia. Gesù stesso volle onorare pubblicamente la sua fede (Marco 7:24-30).
La madre del re Lemuel
Incerta rimane l’identità di Lemuel (forse Salomone) e di sua madre, ma è fuori dubbio che il re ne tenesse in somma considerazione la sua persona e gli insegnamenti. I celebri versi della donna forte di Proverbi 31, letti come un componimento poetico, propongono un ideale verso cui tendere, non un modello da eguagliare alla lettera.
La saggezza
In Proverbi 8 la sapienza di Dio prende le sembianze di una donna e si rivolge ai suoi figli con voce materna: “Ora, figlioli, ascoltatemi; beati quelli che osservano le mie vie!” (v. 32). Ogni madre che vive sui passi del Signore diventa una grazia inestimabile per i propri figli e per il mondo.
Ioseba
Non ci è dato sapere se Ioseba fosse madre, ma fu una zia coraggiosa. Rischiò la vita per salvare il nipote Ioas che, salito al trono, riportò il culto del Signore nel regno e restaurò il tempio. Nella vita di molti, una zia è come una seconda madre, e il suo amore lascia un’impronta che il tempo non cancella. La sua storia si legge in 2 Re 11.
[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto e adattato dalla redazione]
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