Vivere nella pace
13 Maggio 2026

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Vivere nella pace
13 Maggio 2026

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Il 16 maggio è la Giornata internazionale del vivere insieme in pace, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Soffermiamoci sul significato di una dimensione che va ben oltre l’assenza di conflitti.

Se sei cristiano da molti anni, è probabile che ti sia capitato di incontrare nelle Scritture la parola shalom. È un termine ebraico entrato nel nostro vocabolario. Potresti averlo sentito come saluto o cantato in alcuni inni.

L’ebraico shalom è spesso tradotto come “pace” nelle nostre Bibbie, dove è usato per indicare relazioni amichevoli tra gli individui (2 Samuele 3:21-23; 15:19), così come una pacifica coesistenza tra nazioni, talvolta sancita da un trattato (Giosuè 9:15; 1 Samuele 7:14).

Tutta la società prospera
Shalom
anticipa anche l’esito della pace. Quando le nazioni vivono in armonia, è possibile commerciare liberamente e l’agricoltura può prosperare, riducendo il rischio di carestia e povertà. Di conseguenza, notiamo che la presenza dello shalom si intendeva come accompagnata da prosperità economica (Proverbi 3:2), sicurezza (Isaia 39:8) e gioia (Proverbi 12:20). Queste associazioni suggeriscono un significato più ampio del termine rispetto alla semplice assenza di conflitti e guerre.

La parola shalom deriva da un verbo che può significare “completare” o “rendere integro” e porta quindi con sé anche le connotazioni di totalità e completezza. Di conseguenza, la troviamo riferita anche al benessere generale (Salmo 35:27; Esodo 18:23), così come alla salute e alla società nel suo insieme (1 Samuele 25:6; Salmo 38:3; Ester 10:3).

Chiedere e coltivare la pace
Lo shalom è prezioso e perciò va sia ricercato (Salmi 34:14; 37:37) sia richiesto nella preghiera (Salmo 122:6). Tuttavia, non è disponibile per tutti. La Scrittura dichiara che agli empi è negato lo shalom (Isaia 48:22; 57:21). Al contrario, lo shalom è donato a coloro che dimostrano obbedienza e giustizia (Salmo 119:165; Isaia 32:17; 48:18).

Non sono però le nostre azioni a produrre lo shalom: è un dono di Dio. È l’Eterno che stabilisce un patto di shalom con il suo popolo (Numeri 25:12; Isaia 54:10; Ezechiele 34:25). Il peccato ha turbato la pace della creazione di Dio, ed è solo Dio che può rinnovarlo. Infatti, il Signore stesso è descritto come Shalom (Giudici 6:24) ed è attraverso Gesù Cristo che possiamo raggiungere la pace, la pienezza, la completezza e la salute racchiuse nell’idea del termine ebraico.

Gesù, Principe della pace
Questa attesa è espressa nella profezia messianica. In Isaia 9:6-7, uno dei titoli di Cristo è Principe della pace. Isaia predice anche che questo Messia, che è Egli stesso Shalom, porterà lo shalom: “Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti” (Isaia 53:5). L’incarnazione e la sofferenza di Cristo fanno sì che possiamo sperimentare lo shalom. Quando entriamo in una relazione di fede con il Principe della pace, la pienezza, la pacificazione e il benessere possono diventare nostri. Possiamo gioire della promessa: “Signore, tu ci darai la pace, poiché ogni opera nostra la compi tu per noi” (Isaia 26:12).

In attesa che l’armonia si completi
Ma ciò che sperimentiamo ora non è ancora la totalità dello shalom. L’intera creazione non è ancora in armonia. I profeti dell’Antico Testamento guardano avanti a un tempo in cui la pace sarà completa e conosciuta: un periodo in cui nulla distruggerà la pace del regno di Dio (Isaia 11:9). In quel momento, predatori come lupi e leoni convivranno armoniosamente con bovini e pecore (Isaia 11:6-9), e il governo di Dio si estenderà su tutta la terra (Zaccaria 9:10).

Mentre attendiamo il glorioso compimento, i cristiani sono chiamati a ricercare la pace nelle loro relazioni (Matteo 5:9; Romani 12:18; Ebrei 12:14) e a invitare altri a sperimentare la riconciliazione e lo shalom che risiedono solo in Cristo.

Wendy Jackson 
[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto dalla redazione]
[Immagini: Louai e Annie Su Yee Yek, Dreamstime.com]

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