Ecoansia. Ne soffri anche tu?
14 Agosto 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Ecoansia. Ne soffri anche tu?
14 Agosto 2026

Ritrovare l’equilibrio tra la cura della mente e il rispetto del creato.

Viviamo in un tempo in cui il battito del nostro cuore sembra sincronizzarsi con le inquietudini del pianeta. Le estati sempre più torride, le stagioni che mutano il loro corso e le notizie costanti sulle ferite inferte all’ambiente non sono solo dati statistici o cronaca meteorologica; entrano prepotentemente nelle nostre case e nei nostri pensieri.

Oggi, questo senso di smarrimento ha un nome: ecoansia. Come ha recentemente sottolineato lo psichiatra e saggista Vittorio Lingiardi sulle pagine del Corriere della Sera qui, ci troviamo di fronte a una forma di sofferenza profonda, a un lutto ecologico e a una solastalgia (una forma di sofferenza psicologica ed emotiva causata dai cambiamenti negativi del proprio ambiente di vita) che nascono dalla percezione che la nostra “casa comune” stia perdendo la sua stabilità. Tuttavia, guardare a questa sfida con gli occhi della fede e di una visione olistica ci permette di trasformare l’angoscia in un atto consapevole di cura e responsabilità.

La fragilità della mente di fronte al cambiamento
La nostra psiche ha una necessità profonda di sentirsi al sicuro, di contare su un ambiente naturale che sia prevedibile e accogliente. Quando la natura soffre, quando le temperature superano soglie che mettono a dura prova l’organismo, anche il nostro benessere psicofisico subisce una scossa. L’insonnia, l’irritabilità e un senso di inquietudine diffusa, che molte persone sperimentano durante le ondate di calore, sono segnali che ci ricordano quanto siamo intrinsecamente legati al mondo che ci circonda.

Non siamo creature isolate, ma parte di un ecosistema in cui il fisico, il mentale e lo spirituale si intrecciano in modo indissolubile. Quando l’ambiente che Dio ci ha affidato soffre, anche la nostra interiorità ne risente, in un riverbero che non può essere ignorato.

Disuguaglianze e responsabilità: nessuno è un’isola
Il cambiamento climatico e il carico emotivo che ne deriva non colpiscono tutti allo stesso modo. Esistono fragilità che si sommano ad altre: gli anziani, i più piccoli, chi vive in condizioni di precarietà economica e chi è già segnato da una fragilità psichica. In questo quadro, il concetto di “salute unica” – o One Health – ci appare in tutta la sua luce profetica.

La salute umana non può essere considerata separatamente dalla salute del creato. È un impegno che richiede giustizia: prenderci cura di chi è più debole, specialmente nei mesi estivi in cui le fragilità si accentuano, è un atto di carità cristiana. Il benessere del prossimo è, in definitiva, la misura del nostro benessere collettivo. La cura non può essere un gesto isolato, ma deve diventare una rete di protezione che si fa più fitta proprio quando le tempeste della vita si fanno più intense.

Dalla paura alla coscienza ecologica
Francesco Guccini, in una delle sue canzoni più celebri, ci metteva in guardia davanti a un mondo che si stava svuotando di vita, sostituito da “torri di fumo”. Quella visione, nata come monito poetico, oggi è una realtà che ci interpella quotidianamente. Ma la rassegnazione non appartiene a chi sceglie di camminare con speranza. La nostra memoria e la nostra cultura sono presidi essenziali: ci permettono di onorare il passato e di custodire il futuro con intelligenza e amore.

Il vecchio e il bambino
Un brano di Francesco Guccini (1972)

Un vecchio e un bambino si preser per mano

e andarono insieme incontro alla sera

la polvere rossa si alzava lontano

e il sole brillava di luce non vera.

L’immensa pianura sembrava arrivare

fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare

e tutto d’intorno non c’era nessuno:

solo il tetro contorno di torri di fumo…

E il vecchio diceva, guardando lontano:

“Immagina questo coperto di grano,

immagina i frutti e immagina i fiori

e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,

crescevano gli alberi e tutto era verde,

cadeva la pioggia, segnavano i soli

il ritmo dell’uomo e delle stagioni”

E il bimbo ristette, lo sguardo era triste,

e gli occhi guardavano cose mai viste

e poi disse al vecchio con voce sognante:

“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

Trasformare l’ansia in una vera e propria “coscienza ecologica” – come ci ricorda l’analisi dello stesso Lingiardi – è la sfida che ci attende. Questo significa comprendere che la protezione dell’ambiente è, in ultima analisi, un atto di gratitudine verso il Creatore. Non si tratta di farsi paralizzare dalla paura, ma di agire con responsabilità, traducendo ogni nostra scelta quotidiana in un segno di rispetto per la vita in tutte le sue forme.

Una cura che unisce
La consapevolezza sta crescendo, specialmente tra le nuove generazioni, e in questo scorgiamo un segno di speranza. La nostra mente trova pace quando smette di sentirsi separata dal mondo e inizia a sentirsi parte di una creazione che va amata, custodita e rispettata.

Non dobbiamo portare questo peso da soli. Prendersi cura del pianeta è, letteralmente, un modo per prenderci cura di noi stessi e del nostro prossimo, riconoscendo in ogni creatura il soffio vitale che ci accomuna.

Vi invitiamo a continuare questo cammino di riflessione, scoprendo insieme sul Messaggero Avventista come vivere uno stile di vita sano, equilibrato e in armonia con il creato, portando ovunque un messaggio di pace, cura e speranza condivisa.

Davide Mozzato, collaboratore del Messaggero Avventista e speaker di Radio RVS. Ascolta i suoi podcast qui.

[Foto: by AtlasComposer_https://app.envato.com; Sarayut Thaneerat e Nitsuki, Dreamstime.comDreamstime.com]

Condividi su:

Notizie correlate

Preghiamo per la Siria

Preghiamo per la Siria

Il magazine Adventist Review e Adventis Mission, il dipartimento della chiesa avventista dedicato alla missione, accendono i riflettori su quei Paesi meno raggiunti dal messaggio evangelico. Allo stesso tempo gli autori invitano ciascuno di noi a unirsi in preghiera...

L’eclissi astronomica e l’eclissi dello spirito

L’eclissi astronomica e l’eclissi dello spirito

Una riflessione sul nostro tempo. Ieri sera, 12 agosto, mezza Europa ha rivolto lo sguardo al cielo. L’eclissi solare, un evento astronomico che non si verificava con tale portata dal 1999, ha trasformato il paesaggio in una scenografia di penombra e meraviglia....

Cosa cercano i giovani

Cosa cercano i giovani

"La chiesa siamo noi, ed è la nostra casa". "Impariamo ad ascoltare e ad accogliere". Alcuni commenti dall'Adventist Youth Congress (AYC26). Da pochi giorni si è chiuso a Valencia il Congresso della Gioventù Avventista. L’evento si è svolto dal 4 all’8 agosto, ed è...

Pin It on Pinterest