Il filo conduttore dell’edizione 2026 del Tempo del Creato, in calendario dal 1° settembre al 4 ottobre, è l’oro blu.
Sono una grande fan dei film di James Bond, l’agente segreto del controspionaggio inglese capace di pilotare qualsiasi mezzo di trasporto, esperto in ogni tipo di gioco dal golf alle carte, abilissimo a divincolarsi dalle situazioni di pericolo mortale aiutato anche da coincidenze e circostanze favorevoli, il tutto nel suo impeccabile completo sartoriale su misura.
In Quantum of Solace, film del 2008 diretto da Marc Forster, l’agente 007 è alle prese con il cattivo di turno, Dominic Green che sotto le mentite spoglie di un facoltoso filantropo ambientalista, cerca di mettere in atto il suo piano malvagio che gli consentirà di avere il monopolio dell’acqua potabile in Bolivia. No, non mi sono sbagliata: il piano del cattivone non prevede di mettere le grinfie su giacimenti di petrolio o sulle miniere d’oro, bensì sulle riserve idriche di tutto il Paese sudamericano.
Marc Forster, il regista, ha dichiarato in un’intervista che il suo intento era appunto quello di porre l’attenzione del pubblico il rischio, a suo parere urgente, dell’accesso all’acqua. L’oro blu è un bene indispensabile per la vita, e procurarselo non sarà così scontato nel futuro prossimo.
Il report dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) del 2025 ha evidenziato come 2,2 miliardi di persone, una su quattro, non disponga di acqua potabile sicura. Non sono passati nemmeno 20 anni dall’uscita del film di James Bond!

“Acqua viva” è il titolo del dossier 2026 che la commissione Glam, GLobalizzazione e AMbiente della Fcei, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia ha prodotto per dare idee, spunti di riflessione, approfondimenti a coloro che vorranno celebrare il Tempo del Creato. Il documento è arricchito dai disegni dei ragazzi del gruppo scout AISA (Associazione Italiana Scout Avventista) di Roma Appia.
Maria Elena Lacquaniti, coordinatrice nazionale della commissione, ci dice: “Il dossier 2026 offre materiali che invitano ad immergerci nell’’Acqua viva’, per far germogliare speranza dai luoghi paludosi dell’anima, dove sentimenti di abbandono e indifferenza possono farsi spazio in un momento così difficile per la storia dell’umanità. Immergersi nell’acqua viva per guarire, per ritrovare la purezza dell’origine, per collaborare con fede al rinnovamento del mondo e vedere in ogni goccia d’acqua lo splendore della gloria di Dio”.

Ma cos’è il Tempo del Creato e perché tutte le chiese dovrebbero celebrarlo? Si tratta di un periodo liturgico ecumenico mondiale che va dal 1° settembre (Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato) al 4 ottobre (festa di San Francesco d’Assisi, considerato il precursore dell’ecologia).
L’iniziativa è stata ufficializzata nel 2007 dal Consiglio Mondiale delle Chiese che a sua volta ha ripreso l’idea del Patriarca ortodosso Dimitrios I che, nel 1989, proclamò il 1° settembre (inizio dell’anno liturgico ortodosso) giornata di preghiera per il creato, allungando il periodo fino al 4 ottobre.
Celebrare questo tempo speciale aiuta ogni cristiana e ogni cristiano a porre l’attenzione sul compito che Dio ha dato, tramite Adamo, a ognuna e ognuno di noi: prenderci cura di tutto ciò che ha creato. Piante e animali ci parlano di lui, ascoltarli significa accogliere una delle tante voci di Dio che si manifesta a noi anche attraverso una margherita che fiorisce o un cane che scodinzola.
Il Tempo del Creato apre al dialogo costruttivo e pacifico, non appiattisce le differenze anzi, incoraggia tutte e tutti a celebrare la creazione dell’unico Dio in modi diversi a seconda della tradizione di appartenenza; la natura svela come la biodiversità sia fondamentale per la sopravvivenza, proviamo per una volta a fermarci, chinare il capo e imparare la lezione che Dio ci insegna attraverso di essa.
Francesca Evangelisti, segretaria del dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno e membro della commissione Glam dal 2017. Collaboratrice del Messaggero Avventista.
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