“Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo»” (Esodo:20:17), questo il decimo Comandamento delle Sacre Scritture contenuto in Esodo 20:17.

Il comandamento biblico è stato tagliato in due e ridotto per essere trasformato alcuni secoli fa nei due comandamenti del Catechismo cattolico. Cosa è avvenuto?

Alcune traduzioni letterali, legate al senso del testo originale, traducono “Non desiderare” con “Non concupire”. Questo concetto nella Bibbia è molto chiaro.

Anche oggi nella nostra società ci sono dei comportamenti e dei modi di pensare che riconducono alla concupiscenza applicata a vari aspetti della vita.

Si può prevenire la concupiscenza?

Quando la concupiscenza si è già manifestata nella vita di una persona, c’è un modo per curarla?

 

Mario Calvagno e Carmen Zammataro intervistano il pastore Saverio Scuccimarri, decano della Facoltà Avventista di Teologia e responsabile della redazione religiosa della Casa editrice ADV.

 

Foto: Goran Horvat da Pixabay moses-sculpture-4226960_640

 

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