Il coraggio di dire basta, tutti insieme.
Il dipartimento dei Ministeri femminili dell’Unione avventista dell’Angola sud-occidentale ha guidato due marce per le strade delle città di Sumbe e Porto Amboim nella zona di Cuanza-Sud nel Paese africano, il 23 agosto scorso. I manifestanti hanno detto “stop” alla violenza domestica e invitato a una maggiore consapevolezza dell’opinione pubblica su questa piaga spesso frequente all’interno delle famiglie.
Le marce hanno riunito donne, giovani, ministri di culto e rappresentanti del mondo istituzionale, politico e sociale. Insieme hanno espresso solidarietà alle vittime di abusi. I manifestanti hanno sfilato con striscioni con sopra scritto: “Le donne avventiste dicono NO alla violenza domestica”.
Misure legislative
Le due iniziative si sono svolte in un momento significativo per l’Angola. Il 30 luglio l’Assemblea nazionale ha approvato una proposta di modifica della legge sulla violenza in casa. Tra le misure proposte figurano la sua classificazione come reato pubblico e l’aumento della pena massima detentiva a 15 anni.
Per gli organizzatori delle manifestazioni, racconta l’autore dell’articolo Diamantino Sawambo, affrontare la violenza non è solo una questione legislativa, ma una responsabilità condivisa dalla chiesa e dalla comunità in generale.

Rispetto e aiuto reciproco
I partecipanti si sono fatti portavoce di tre messaggi centrali: la violenza domestica non deve essere né nascosta né considerata normale; le famiglie sane si fondano sul rispetto, sul dialogo e sulla dignità; e chi soffre non è solo e può contare sull’aiuto di una collettività disposta a sostenerlo.
I manifestanti hanno ricordato le parole del Salmo 46:1, che descrivono Dio quale rifugio e aiuto sempre pronto nelle difficoltà.
Gli organizzatori hanno affermato che la presenza di donne e giovani a entrambe le marce riflette la convinzione che, laddove regna il silenzio, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno ha il dovere di aiutare le persone a trovare ed esprimere la propria voce.
[Fonte: adventist.news. Tradotto dalla redazione]
[Foto: Divisione Africa del sud e Oceano indiano]







