Beati i pacificatori
16 Dicembre 2025

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Beati i pacificatori
16 Dicembre 2025

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Essere strumenti del Signore in un mondo che desidera la riconciliazione.

“Pace in terra agli uomini di buona volontà” (Luca 2:14 – Ricciotti).

Ogni anno, a Natale, queste parole degli angeli ci avvolgono come un canto antico e sempre nuovo. Eppure, mentre il mondo continua a conoscere guerre, tensioni e divisioni, ci chiediamo: “Dov’è la pace promessa?”. Forse la domanda non è dove, ma in chi. Gesù ha detto: “Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Matteo 5:9). La pace non è un sogno lontano, è una persona viva: Cristo, il Principe della pace, venuto per dirci che Dio non è più contro di noi, ma con noi.

A Betlemme, Dio ha scelto la via della tenerezza, un bambino, fragile e disarmato, che porta la pace non con la forza, ma con l’amore. Da quel momento, la pace non è più un concetto astratto, è una presenza che trasforma. Gesù ha mostrato che la pace vera non nasce dall’assenza di conflitti, ma dalla presenza del perdono. Dove regna la paura, egli porta fiducia; dove c’è inimicizia, semina riconciliazione; dove il cuore è afflitto, fa rinascere la speranza.

L’apostolo Paolo scrive che Dio “ci ha affidato il ministero della riconciliazione” (2 Corinzi 5:18). Siamo chiamati a diventare ambasciatori di pace nel mondo. Questa missione non si compie con sforzi umani, bensì con un cuore abitato da Cristo. Ellen G. White (scrittrice e cofondatrice della Chiesa avventista, ndr) lo descrive con parole di profonda bellezza: “Colui che spontaneamente rivela l’amore del Cristo e, con parole o azioni, induce qualcuno a rinunciare al peccato e ad affidarsi a Dio diffonde la pace […] Lo spirito di pace è una prova del suo legame con il cielo. Il dolce influsso di Cristo si diffonde intorno a loro. La fragranza della loro vita, la bellezza del loro carattere rivelano al mondo il fatto che essi sono figli di Dio”. – E.G. W., Il manifesto di Gesù, Edizioni ADV, Impruneta FI, 2009, pp. 34, 35.

Essere operatori di pace, allora, significa portare nel mondo il profumo del cielo. È permettere allo Spirito Santo di parlare attraverso i nostri gesti, i nostri silenzi, le nostre parole. Ma questa beatitudine ci invita anche a un esame di coscienza. Cosa sta portando la mia presenza nei luoghi che abito ogni giorno? In famiglia, sono conosciuto come una persona che calma o che agita gli animi? Nel lavoro, costruisco ponti o alzo muri? Nella comunità, la mia voce incoraggia o divide?

Essere operatori di pace non vuol dire evitare i problemi, ma affrontarli con lo spirito di Cristo. È scegliere di perdonare dove altri si chiudono, di ascoltare dove altri giudicano, di ricominciare dove altri si arrendono. Ogni gesto gentile, ogni parola che disinnesca un conflitto, ogni preghiera che chiede pace per gli altri è una piccola Betlemme che nasce nel cuore umano.

Gesù è venuto tra noi in pace, per donarci pace e per inviarci come operatori di pace. La sua nascita non è solo un evento da ricordare, è una chiamata da accogliere. A Natale, Dio ci ricorda che la riconciliazione non è un sogno impossibile, è un cammino che comincia dentro di noi, quando lasciamo che Cristo regni nel cuore.

Un fratello nella fede mi raccontava: “Ho smesso di chiedere a Dio di cambiare gli altri, e ho iniziato a chiedergli di farmi diventare una persona di pace. Da allora, le tensioni in casa non sono scomparse, ma qualcosa è cambiato, la voce si è fatta più dolce, le ferite più leggere e la preghiera più sincera”. Forse è questo il vero miracolo del Natale, quando la pace di Dio, accolta nel cuore, comincia a respirare anche nelle nostre relazioni.

Diventare operatori di pace
Lascia che la calma di Dio abiti nel tuo cuore.
Scegli parole che riconciliano, gesti che costruiscono fiducia.
Lascia che la tua vita diffonda il profumo dell’amore di Cristo, in casa, nel lavoro, nella comunità.
Coltiva la volontà di servire Dio con umiltà, anche quando è più facile reagire o restare in silenzio.
Lascia che la pace inizi da te, che attraversi il tuo modo di guardare, di ascoltare, di perdonare.
Il mondo ha bisogno di uomini e donne che portino pace, non solo nelle preghiere, ma nella vita quotidiana.
Puoi essere uno di loro, un segno vivente del Principe della pace, in un mondo che ancora lo attende.

Eugen Havresciuc

[Fonte: Il Messaggero Avventista, dicembre 2025]
[immagine: Frank_Rietsch, pixabay,com]

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