Un fine settimana in famiglia e per le famiglie. Così si sono svolte le giornate dal 9 all’11 ottobre, trascorse insieme alla comunità avventista di Bergamo in una struttura immersa tra le Prealpi Bresciane, dove le finestre sembravano cornici che racchiudevano dipinti meravigliosi.
Il tema scelto per questo ritiro spirituale è stato “Il progetto di Dio: la famiglia divino-umana”, guidato dalla famiglia pastorale Barbuscia: non è stato soltanto il pastore Ignazio a condurci nei momenti di riflessione, ma anche sua moglie Loide e i figli Emma e Aron, hanno collaborato attivamente per organizzare il programma e accompagnare la comunità in una riflessione sull’importanza della famiglia e sul ruolo che essa riveste nel progetto di Dio.
L’arrivo del venerdì sera ha rappresentato non solo un momento di fratellanza, ricco di abbracci e saluti, ma anche un tempo di sollievo, in cui si è percepito il cambiamento di atmosfera e il rallentamento del ritmo della vita, entrando nelle ore sabatiche. Con canti e preghiere abbiamo potuto lodare Dio durante l’apertura di questo fine settimana speciale.

Il pastore Barbuscia ci ha guidati a riflettere su chi è Dio, basandosi sul testo di Deuteronomio 6:4-9, sottolineando l’importanza di comprendere che Dio è l’unico Signore e che questa verità deve essere vissuta quotidianamente all’interno della famiglia. Ha inoltre evidenziato la responsabilità dei genitori di trasmettere questo principio ai propri figli, con amore e rispetto.
La giornata del sabato è stata ricca di attività pensate per coinvolgere la comunità a livello intergenerazionale e per farci soffermare anche sul ruolo della famiglia allargata rappresentata dalla chiesa.
Divisi in gruppi composti da persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, abbiamo avuto l’opportunità di condividere pensieri personali ed esperienze vissute, mettendoci allo stesso tempo alla prova con un’attività manuale che consisteva nell’intrecciare dei fili per realizzare un portachiavi. All’inizio sembrava un’impresa impossibile, ma, con un po’ di pazienza, perseveranza e collaborazione, è stato possibile portare a termine l’attività.

Ci sono stati tanti momenti speciali: passeggiate immersi nella natura, canti spontanei, giochi che ci hanno permesso di conoscerci meglio, festeggiamenti per i compleanni di diversi fratelli e sorelle e chiacchierate durante le quali è stato possibile condividere profonde esperienze spirituali. Anche i momenti di servizio, dedicati alle pulizie, al riordino degli ambienti e alla preparazione dei pasti, sono diventati occasioni per dimostrare amore e attenzione verso ogni membro di questa famiglia in Cristo.

Devo assolutamente dedicare un’attenzione particolare al percorso che la famiglia pastorale ha preparato per le nostre famiglie. Si trattava di un percorso pensato per essere vissuto proprio in famiglia, durante il quale ogni tappa ci invitava a riflettere su un argomento specifico e tutte le tappe, insieme, ci accompagnavano in un cammino di crescita spirituale.
Mi ha colpito particolarmente la tappa della corona, che mi ha permesso di immaginare Gesù mentre mi donava la corona della vita, ricordandomi quanto mi ama e quanto sia orgoglioso di essere mio Padre. A ogni tappa abbiamo avuto l’opportunità di riflettere e pregare, e non ho dubbi che questa sia stata un’esperienza davvero arricchente.

Sono consapevole dell’impegno che c’è dietro a un evento come questo, ma la cosa più bella è vedere che, alla fine, si arriva sempre alla stessa conclusione: dobbiamo rifarlo! Perché sono esperienze che lasciano ricordi preziosi e insegnamenti che rimangono nel cuore, portando le famiglie ad avvicinarsi sempre di più a Cristo.
Emily de Almeida Luna
[Foto: Fabio Ferreira de Souza]







