Crescere nella fede
1 Aprile 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Crescere nella fede
1 Aprile 2026

La Pasqua è la forma stessa della vita cristiana. Cristo morto e risorto afferma che la fede cresce non quando si impone, ma quando si consegna; non quando si arma, ma quando guarisce. Il sepolcro vuoto apre nuovi orizzonti: sconfigge la paura e la rassegnazione con la creatività dell’amore.

Viviamo un’epoca drammatica, più che per le guerre, per il fatto che con le nostre paure stiamo riconsegnando il mondo all’ego di pochi potenti che hanno dichiarato esplicitamente: “Siamo noi a decidere cosa è bene e cosa è male”. Concetti che, per chi ha letto la Bibbia, richiamano l’affermazione del padre della menzogna (Giovanni 8:44) rivolta a Eva, “Non morirete affatto ma sarete come Dio, avendo conoscenza del bene e del male” (Genesi 3:4), e le “parole arroganti” che il profeta Daniele e l’apostolo Giovanni sentono proferire dal piccolo corno e dalla bestia (cfr. Daniele 7:20; Apocalisse 13:5). Concetti che hanno inesorabilmente portato l’umanità alla catastrofe.

L’amore di Dio, rivelato nel sacrificio di Cristo e nella sua risurrezione, ci costringe a respingere con forza la visione che induce a sacrificare vite umane in nome della nostra sicurezza. Non siamo ingenui, ma “Beati i costruttori di pace” (Matteo 5:9) non è un optional spirituale. È la grammatica della Pasqua. Il coraggio della fede che non può essere arruolata per giustificare la violenza.

Il cristiano è chiamato a distinguere con lucidità tra il regno di Dio e i regni di questo mondo; a rifiutare il linguaggio che assolutizza il nemico; a spezzare l’incantesimo delle “necessità” che in nome della sicurezza rendono inevitabile ciò che il Vangelo chiama a respingere.

La nostra attesa del ritorno di Cristo alimenta responsabilità: diamo credito alla pace nei nostri linguaggi, nelle nostre relazioni, nelle nostre scelte pubbliche. La risurrezione ci sottrae all’inevitabilità della violenza e ci consegna alla fantasia del bene. Il Signore risorto non chiede adepti armati, ma testimoni affidabili, coscienze vigili, mani operose, parole disarmate, comunità e cuori “pasquali”. La fede cresce così, scegliendo la via stretta della pace, certi che il Vivente ha già vinto la morte.

Giuseppe Cupertino

[Fonte: Il Messaggero Avventista, aprile 2026]

Condividi su:

Notizie correlate

Incontri. “Io sono qui con te” in Terapia Intensiva Neonatale

Incontri. “Io sono qui con te” in Terapia Intensiva Neonatale

La voce dei genitori è una carezza che dona vita ai piccoli ricoverati. A raccontarci il suo lavoro di ricerca che unisce anni di studio e senso di missione è Marina Elizabeth Caputo, musicoterapeuta e membro della chiesa avventista di Avellino. Una ricerca...

Migliaia di giovani a Valencia

Migliaia di giovani a Valencia

Il Congresso europeo delle ragazze e dei ragazzi avventisti è una festa di colori e amicizia. Nei padiglioni della Fiera di Valencia, quasi 3.500 giovani provenienti da oltre 50 Paesi sono riuniti per l'European Adventist Youth Congress (AYC26). L'evento, in corso dal...

Il cielo dà spettacolo

Il cielo dà spettacolo

La grande parata cosmica di agosto. Se c'è una settimana in cui vale la pena di alzare lo sguardo e dimenticarsi per un attimo del traffico e delle scadenze, è proprio questa. Siamo entrati nei giorni caldi di agosto, ma l'estate non sta bruciando solo sull'asfalto:...

Jesi. Cena solidale insieme a bimbi e ragazzi dall’Ucraina

Jesi. Cena solidale insieme a bimbi e ragazzi dall’Ucraina

Domenica 26 luglio, la chiesa avventista jesina e una rappresentanza locale di ADRA hanno organizzato e offerto una cena al gruppo di ragazze e ragazzi ucraini provenienti dalle zone di guerra e ospiti della Caritas della città. Una gustosa pizza e un gelato,...

Pin It on Pinterest