Cure, fede e un nuovo stile di vita aiutano una donna a superare il cancro al seno
18 Ottobre 2024

In collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Cure, fede e un nuovo stile di vita aiutano una donna a superare il cancro al seno
18 Ottobre 2024

Notizie e articoli in collaborazione con la redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Ana Clécia aveva deciso di cambiare le sue abitudini con l’intento di perdere peso, senza rendersi conto che una tale decisione le avrebbe poi salvato la vita. Pubblichiamo questa esperienza in occasione di “Ottobre Rosa”, il mese dedicato alla salute femminile, in particolare alla prevenzione dei tumori.

Gerllany Amorim – Ana Clécia Escopel, artigiana quarantaquattrenne di Belém, in Brasile, ha vissuto un’esperienza di risolutezza, salute e fede. Dopo una lunga battaglia contro il sovrappeso e la scoperta poi di avere un cancro al seno, la sua storia è un esempio di resilienza e fiducia in uno scopo più grande.

Per più di quattro anni Ana aveva lottato contro i chili di troppo, senza ottenere i risultati sperati, anche dopo diversi tentativi di cure mediche. Demotivata, decise di cercare un’alternativa nella sua spiritualità, affidando il suo problema nelle mani di Dio tramite la preghiera. Mossa dalla fede, Ana adottò gli otto principi naturali della salute (nutrizione, esercizio fisico, acqua, sole, equilibrio, aria, riposo e fiducia in Dio, ndt), attuando profondi cambiamenti nella sua dieta. Eliminò lo zucchero, il frumento e gli alimenti processati, optando per una dieta il più naturale possibile.

In un anno, con molta determinazione, Ana Clécia era riuscita a perdere 21 chili. Tuttavia, mentre celebrava la sua vittoria sul sovrappeso, cresceva una preoccupazione più grande per un dolore costante al seno destro, che si irradiava fino al petto. Nel 2021, Ana si sottopose a tre mammografie e ad altri esami, senza ricevere alcuna diagnosi definitiva. La conferma arrivò solo dopo aver consultato uno specialista che aveva richiesto una risonanza magnetica e una biopsia. La diagnosi di cancro al seno venne accettata con un misto di sorpresa e sollievo. Nonostante la gravità della situazione, la scoperta portò una buona notizia: il tumore era di un tipo generalmente associato alla menopausa. Ana, ancora giovane, non avrebbe dovuto sottoporsi a chemioterapia o a radioterapia. L’intervento di mastectomia per rimuovere il seno destro ebbe successo e lo stile di vita sano adottato aveva contribuito a prevenire la diffusione del tumore.

“I medici sono rimasti stupiti dai risultati e hanno attribuito al mio cambiamento di abitudini e stile di vita il fatto che il cancro non fosse progredito. Questo è stato fondamentale, secondo i medici” racconta Ana “Ho iniziato il cambiamento con l’obiettivo primo di perdere peso, ma non sapevo che questo cambiamento mi avrebbe salvato la vita”.

Ottobre Rosa
In questo mese in cui si svolge la campagna “Ottobre Rosa”, la storia di Ana Clécia è in linea con il movimento globale di sensibilizzazione sul cancro al seno, ed evidenzia l’importanza della diagnosi precoce e delle cure preventive. Nonostante gli esami regolari, Ana ha ricevuto conferma del tumore solo dopo una valutazione più approfondita. Questo mette in maggiore luce la necessità di un’attenzione continua alla salute femminile.

Il percorso di fede e determinazione di Ana è un monito per le altre donne a rivolgersi al medico quando notano segnali insoliti, poiché la prevenzione è ancora il modo migliore per combattere la malattia.

Ana attribuisce la sua guarigione alla fede e alla divina provvidenza. In un momento di riflessione, ha riconosciuto il ruolo di Dio in ogni tappa del suo cammino, soprattutto quando ha ricordato che suo marito, il past. Carlos Escopel, è stato trasferito per svolgere il suo ministero nella cappellania dell’Ospedale avventista di Belém, cosa che ha facilitato il suo accesso alle terapie.

“Quando ci prendiamo cura delle cose di Dio, lui si prende cura di noi con tutto il suo amore e il suo affetto”, dice Ana, commossa nel ricordare le sfide che ha superato. Oggi, con le cicatrici fisiche ed emotive della malattia, rimane salda nella sua fede, credendo che il suo viaggio sia stato guidato da una forza più grande.

La storia di Ana Clécia è una testimonianza di resilienza e di fede, che ispira altre persone a confidare nel proprio cammino e a non arrendersi mai, indipendentemente dalle avversità che devono affrontare.

[Foto e fonte: noticias.adventistas.org/pt]
[Traduzione: L. Ferrara]

Condividi su:

Notizie correlate

Storie Stra-ordinarie per continuare a disabilitare i pregiudizi

Storie Stra-ordinarie per continuare a disabilitare i pregiudizi

Con la forza del racconto si coltiva la cultura dell'inclusione e il confronto con la disabilità. Un nuovo premio riconosce l'impegno del Marciapiede Didattico e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze. A Villa Tolomei, a Firenze, si è svolta di recente la...

Pregare in tempo di guerra

Pregare in tempo di guerra

Sintetica mappa culturale dell'Iran e delle sue comunità di fede. Gli avventisti del settimo giorno tendono a essere attenti osservatori dei grandi eventi mondiali. La preghiera può cambiare le situazioni e, cosa ancora più importante, la vita dei singoli. Spesso,...

Missione al femminile

Missione al femminile

Il contributo delle donne nella cura spirituale, nella testimonianza e nelle attività sociali e comunitarie trasforma le famiglie e le chiese. Ogni anno, le donne svolgono un’opera missionaria sempre più importante nelle chiese avventiste. Mettono a disposizione i...

Culto evangelico Rai Radio 1. Una vita che è un dono

Culto evangelico Rai Radio 1. Una vita che è un dono

Domenica 22 marzo, alle 6,35 del mattino, potremo ascoltare una nuova puntata del Culto evangelico sintonizzandoci su Rai Radio 1. Francesco Marfé, pastore valdese, terrà il sermone intitolato “Una vita che è un dono”, basato sul testo di Marco10:35-45. Il programma...

Pin It on Pinterest