Il Dio di mio nonno
9 Aprile 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

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Il Dio di mio nonno
9 Aprile 2026

La storia di Stanislas arriva da lontano, dalla Nuova Caledonia, in Oceania. Il suo cuore ferito ha trovato risposte e pace grazie a un incontro inaspettato.

Stanislas è cresciuto in una famiglia cristiana, secondo di otto figli, con il ricordo di un’infanzia serena e amorevole. La sua testimonianza, pubblicata su Adventist Record, è ripresa da Adventist Mission, il sito della Chiesa Avventista mondiale dedicato ai servizi missionari.

La tragedia colpì il giovane protagonista di questo racconto vero, quando suo padre morì in un incidente stradale. Sua madre aspettava l’ultimo figlio. Non riuscendo a prendersi cura dei bambini da sola, li mandò a vivere dai nonni. Fu proprio in quella casa che Stanislas percepì, per la prima volta, una devozione spirituale profonda. Ogni mattina si svegliava con il profumo di una candela accesa e la vista dei due anziani inginocchiati in preghiera. Il nonno aveva dedicato la sua vita a servire Dio.

Già da bambino, Stanislas si chiedeva: “Se Dio è buono, perché le persone come mio nonno, che amava così tanto il Signore, devono soffrire intensamente?”. Quel dubbio silenzioso crebbe negli anni successivi.

Nell’adolescenza, il ragazzo si era allontanato molto dalle sue radici. Cominciò a fumare, a bere e a rubare. Quei piccoli atti di ribellione lo portarono sulla via della criminalità: furti con scasso, furto di automobili e traffico di droga. La strada gli insegnò che sopravvive solo il più forte.

Poi, una notte, tutto cambiò. Ubriaco al volante di un’auto rubata, Stanislas sentì improvvisamente una voce nel cuore che gli diceva: “Cosa stai facendo? Vuoi che finisca così la tua vita?”.

Quel pensiero lo scosse. Capì che non poteva continuare ad andare avanti in quel modo, e la mattina dopo decise di voltare le spalle al crimine per ricominciare da capo. Tornò nella sua città natale per ricostruire la sua vita. Non fu facile, ci volle un anno e mezzo, ma Stanislas era determinato. A 18 anni si arruolò nell’esercito, completò l’addestramento e alla fine trovò un lavoro stabile.

Tempo dopo conobbe una donna e cominciarono un percorso insieme. Arrivarono due figli e per un periodo andò tutto bene. Ma le vecchie ferite e il dolore irrisolto ricominciarono a emergere, creando tensioni nella loro relazione. Alla fine si separarono.

Poco dopo, il padre della sua compagna lo chiamò per chiedergli di darle un’altra possibilità. Lui accettò, senza sapere cosa aspettarsi. La donna era cresciuta in una famiglia avventista e, anche se non frequentava più la chiesa, leggeva la Bibbia ogni giorno.

A un certo punto, la sua compagna gli disse che voleva tornare in chiesa. Stanislas rispose: “Perché no? Ho provato tutto, forse è arrivato il momento di tentare con Gesù“. La donna cominciò ad andare nella sua comunità di fede il giorno di sabato, mentre lui frequentava la chiesa di domenica. A volte, lei lo accompagnava, ma lui non andava mai con lei. Stanislas notò che qualcosa nella donna era cambiato. Era più calma e serena. C’era in lei una pace che non riusciva a spiegarsi.

Un giorno le chiese: “Perché passi l’intera giornata in chiesa? Io ci sto soltanto un paio d’ore”. Lei sorrise e gli disse: “Vieni con me. Capirai”. Stanislas accettò, e quel primo sabato nella chiesa della compagna fu un punto di svolta. Il messaggio gli toccò il cuore in un modo inaspettato. Non capiva ancora pienamente Gesù, ma qualcosa si era mosso dentro di lui.

Fu invitato dal pastore a iniziare gli studi biblici e accettò. Aprendo la Bibbia, cominciò a trovare le risposte alle domande che lo tormentavano fin dall’infanzia. La sua immagine di Dio, incrinata dal dubbio, si ricompose lentamente. Si rese conto che la stessa voce che aveva avvertito anni prima in quell’auto rubata, gli stava parlando di nuovo, ma questa volta attraverso le Scritture.

Una sera, dopo un momento dedicato allo studio, si voltò verso la sua futura moglie per dirle: “Credo di avere trovato la fede. Ho finalmente capito cosa significa credere”. Poco dopo si sposarono e si battezzarono insieme.

Due anni più tardi, Stanislas si iscrisse alla Fulton Adventist University, nelle Fiji, dove conseguì la laurea in teologia.

Oggi serve come pastore in Nuova Caledonia, arcipelago francese nell’Oceano Pacifico del sud, sulla stessa isola dove è iniziato il suo viaggio. Questa volta, però, serve il Dio di suo nonno non per seguire la tradizione di famiglia, ma per scelta, quale frutto di una relazione personale con Cristo.

[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto da Veronica Addazio].
[Immagini: David Watts Jr., Dreamstime.com e Adventist Record].

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