Sabato 7 marzo, la chiesa avventista di Jesi (AN) ha vissuto la Giornata nazionale AISA (Associazione Italiana Scout Avventista). È stato un tempo di crescita, gioia, lode e testimonianza.
Dopo essersi presentati con il loro grido di pattuglia, gli scout hanno ricordato alla comunità le varie attività svolte fino ad oggi. Hanno raccontato come comportarsi nelle situazioni d’emergenza per salvaguardare la propria incolumità. Con tanta emozione, due nuovi Tizzoni e tre Esploratori hanno pronunciato i motti, la legge e l’impegno scout (il programma dell’AISA è strutturato a seconda dell’età. In particolare, i Tizzoni vanno dai 6 agli 11 anni, e gli Esploratori dai 12 ai 15, ndr).

Il sermone a cura di Gionatan Breci, pastore di Jesi e coordinatore dei club AISA dell’Italia centrale, si è incentrato sulla figura biblica di Giuseppe, prendendo spunto da Genesi 40:23: “Il gran coppiere però non si ricordò di Giuseppe e lo dimenticò”.
Richiamandosi al tema spirituale del 2026, “Uno scout con uno scopo”, il past. Breci ha sottolineato che ogni ragazza e ogni ragazzo è chiamato a fare la differenza. Dio, infatti, desidera compiere in ognuno qualcosa di grande valore: la sua opera di salvezza. La storia di Giuseppe lo conferma. Il giovane di cui ci parla l’Antico Testamento è stato prezioso agli occhi del Signore, proprio come lo siamo tutti noi oggi, grandi e piccoli.
Lo scoutismo, dunque, non è un semplice hobby, ma uno stile di vita che struttura l’anima e cambia il modo di vedere il mondo, così come recita il motto: “Semel scout, semper scout” (scout una volta, scout per sempre).
Mira Fabrizi
[Foto in arrivo dalla comunità di Jesi].







