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La gestione carceraria minorile in Italia affronta una fase di significativa trasformazione, caratterizzata da un aumento dei detenuti e da un ampio dibattito politico e sociale. L’aumento della popolazione giovanile negli istituti penitenziari, spesso legato a provvedimenti normativi recenti come il decreto Caivano, evidenzia una forte criticità legata anche all’alto numero di ragazzi in custodia cautelare in attesa di giudizio definitivo. Esperti come Giuseppe La Pietra – membro del Segretariato permanente del CNEL per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale – sottolineano come la risposta detentiva non debba rappresentare la soluzione prioritaria, rimarcando invece l’importanza di investire in percorsi educativi, formazione professionale e inserimento lavorativo. Queste azioni concrete, mirate a creare un ponte efficace tra il contesto intramurario e il mondo esterno, risultano fondamentali per ridurre drasticamente i tassi di recidiva giovanile. Il superamento di una visione esclusivamente carcerocentrica appare dunque indispensabile per offrire ai giovani detenuti reali opportunità di riscatto e di reinserimento sociale.
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