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Nel saggio “Lamentazioni su Gerusalemme. Sorge fra le macerie una speranza nuova” (ed Claudiana, 2026), lo scrittore e giornalista Giampiero Comolli analizza insieme al conduttore radiofonico Roberto Vacca il libro biblico delle Lamentazioni, mettendone in luce la profonda e spesso scomoda attualità. Il testo biblico descrive la totale desolazione di una città distrutta dai babilonesi e la drammatica condizione dei sopravvissuti, i quali denunciano una punizione divina sproporzionata e pongono Dio sotto accusa attraverso un intenso dialogo che, proprio nel testo biblico, sfiora il litigio. Nonostante il silenzioso rifiuto di una risposta immediata da parte del Creatore e l’assenza esplicita di speranza, l’insistenza dei lamenti e l’uso magistrale del linguaggio — supremo dono preservato — mantengono viva un’attesa fiduciosa. Questa sofferenza senza censure contrasta fortemente con la tendenza moderna ad anestetizzare il dolore, offrendo invece un’opportunità unica per comprendere l’autentica esperienza umana in rapporto a Dio, con una fede nel Dio misericordioso che nonostante tutto sopravvive al dolore. Il saggio di Comolli interpreta il testo biblico — nato dalla distruzione di Gerusalemme e dall’esilio — come una voce rivolta al nostro tempo, segnato da guerre, rovine e solitudini. Il commento unisce la poesia biblica, il confronto con opere d’arte e la meditazione spirituale. Nel pieno del lamento e del silenzio di Dio, il libro mostra come si apra uno spazio di attesa tenace e di speranza inattesa.