Si è svolto il IV Convegno nazionale avventista sulla relazione d’aiuto.

George e Nicole Caputi – Nel weekend del 22-24 ottobre si è svolto a Casuccia Visani (Poppi, AR), il IV Convegno nazionale avventista sulla relazione d’aiuto dal titolo “La gestione del potere. Dominio e empowerment nella relazione d’aiuto”, organizzato dal Dipartimento Ministeri della famiglia.

L’evento era rivolto a tutti i professionisti che lavorano in questo ambito: psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, insegnanti e figure sanitarie.

A primo impatto, pensare di avere potere verso l’altro ci sembra surreale, come se stessimo parlando di qualche superpotere. Invece no, tutti noi abbiamo un potere intrinseco, che viene esternato nelle relazioni interpersonali.

In ambito della relazione d’aiuto questo potere, può aiutare o danneggiare; perciò, è necessario prendere consapevolezza e va gestito per il benessere di entrambi le parti: di chi assiste e di chi viene assistito.

Tra i vari ospiti, c’erano Hanz Gutierrez (pastore e professore alla Facoltà avventista di teologia di Firenze), Mirela Pascu (psicologa e psicoterapeuta, professoressa di dinamiche relazionali alla Facoltà avventista di teologia di Firenze e co-trainer presso la Scuola specializzazione psicoterapia cognitivo-costruttivista Nòus di Milano), Michele Termine (educatore, responsabile Comunità alloggio e Centro diurno disabili, e giudice onorario presso Tribunale per i minorenni di Torino), Loide Sartorello (assistente sociale e formatrice, Consultorio familiare Conselve-Monselice), Raniero Facchini (medico e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Vita e Salute).

Il prof. Gutierrez, tra le vari riflessioni spirituali, ha parlato di Matteo 13:44-46, spiegandoci che da una parte abbiamo una parabola teocentrica, quella del tesoro nascosto, in cui Dio è tutto e noi siamo nulla; quindi, tutti noi esseri umani abbiamo bisogno di essere aiutati. Da un’altra parte abbiamo una parabola antropocentrica, quella della perla di gran valore, in cui l’uomo è tutto, egli è la perla, quindi non ha bisogno di nulla. Dunque, nella relazione d’aiuto è fondamentale riconoscere un essere prezioso.

La dott.ssa Pascu ci ha parlato dei sistemi motivazionali interpersonali, che possono essere di: attaccamento, accudimento, agnostico, sessuale, cooperativo, e che una volta che si attivano durano tutta la vita. Questi influenzano i nostri comportamenti le nostre relazioni interpersonali. Ci ha parlato dei rischi che ci possono essere in un colloquio d’aiuto, di ciò da evitare e di ciò da adottare per un colloquio sereno ed efficiente.

Il dott. Termine ci ha parlato della figura dell’educatore, i quali supportano, vicariano e mediano al posto dei genitori. Essi hanno degli strumenti per gestire il potere, tra i quali il potere regolativo, valutativo e generativo.

La dott.ssa Sartorello ci ha parlato del ruolo dell’assistente sociale, di come l’assistente ha il desiderio di soccorrere, collaborare e sostenere le famiglie, ma che spesso viene visto collettivamente come qualcuno che giudica. Infatti, il potere giudiziario che hanno gli assistenti sociali, permette a loro di valutare i casi, di intervenire immediatamente o successivamente, di entrare nelle case e di decidere per la tutela dei più deboli.

Il dott. Facchini, tramite dei sondaggi con delle immagini a cui noi dovevamo rispondere secondo la nostra opinione personale, che nella maggior parte abbiamo sbagliato la risposta giusta, ci ha fatto capire com’è facile credere alle fake news, e non solo, ma diveniamo promotori di esse, perché tutto parte da un nostro bagaglio culturale ed esperienziale, dai nostri pregiudizi, credenze, informazioni che riceviamo costantemente, da quello che “dicono tutti”, ecc. Quindi, il potere che le informazioni vere o non vere possono avere su di noi, al punto di farci dei nemici. Lui ci ha dato alcuni principi per non cadere in queste trappole.

Infine, abbiamo condiviso in tre gruppi e poi tutti insieme, i metodi per gestire il potere che abbiamo nei modi più opportuni ed efficaci. Ovviamente abbiamo avuto anche dei momenti per mangiare, fare delle pause per passeggiare e conoscerci e godere di una serata cinema.

Possiamo confermarvi che entrambi ci siamo arricchiti e ci siamo portati a casa tante esperienze di vita, che ci aiuteranno non solo nelle nostre professioni, ma soprattutto nelle nostre relazioni interpersonali e nelle nostre famiglie. Perciò vi incoraggiamo a partecipare nei prossimi convegni.

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