Sabato 4 luglio, la comunità avventista di Lentini ha vissuto un momento di profonda commozione e straordinario affetto. Da ben 12 anni la chiesa non celebrava un battesimo, e l’attesa ha reso questo giorno ancora più memorabile.
All’età di 77 anni, Arturo ha scelto di donare la sua vita a Cristo, dimostrando una convinzione e una determinazione non indifferenti. La sua decisione è stata una potente testimonianza di fede per tutti i presenti. Il suo cammino spirituale è stato accompagnato da Giovanni Leonardi che, insieme alla moglie, ha curato con tenacia, amore e minuziosità gli studi biblici di Arturo.

Il battesimo è stato officiato dalla pastora Abigaela Trofin. Al momento dell’appello pastorale, lo Spirito ha toccato molti cuori: diversi membri della chiesa hanno rinnovato la loro consacrazione al Signore, e tre amici della comunità hanno espresso il desiderio di fare lo stesso passo formale.
Un versetto per la missione
Questo risveglio spirituale ci ricorda il mandato che Gesù ha lasciato a ciascuno di noi: “Andate dunque e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”, Matteo 28:19-20.
Il contributo di ognuno di noi
La storia di Arturo ci insegna che la missione non è il compito di pochi, ma il privilegio di molti. Che sia attraverso l’insegnamento approfondito (come il prezioso servizio del gruppo A Monte) una parola di incoraggiamento, o semplicemente offrendo uno spazio accogliente e caloroso a chi varca la soglia della nostra chiesa, ogni singola persona della comunità, e di quelle vicine, può dare il proprio contributo unico e indispensabile per toccare una vita e condurla a Cristo.
Cettina Iozzia
[Foto in arrivo dalla comunità di Lentini]







