L’esperienza di Worshipers 2.0
17 Febbraio 2026

A cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

Notizie e articoli a cura della redazione della rivista Il Messaggero Avventista.

L’esperienza di Worshipers 2.0
17 Febbraio 2026

Dal 6 all’8 febbraio, presso  il centro “Casuccia Visani” a Poppi (AR), si è svolto il corso di formazione “Worshipers 2.0 – Adorazione intergenerazionale e interculturale”, rivolto ai giovani dai 16 ai 35 anni impegnati nel servizio musicale delle proprie comunità locali. L’iniziativa, organizzata dai Ministeri Avventisti per la Gioventù (MAG) insieme al Servizio Musica e Liturgia dell’Unione italiana (UICCA), si inserisce nel percorso avviato nel 2025, con l’obiettivo di continuare a investire nella crescita spirituale e tecnica dei giovani musicisti.

I partecipanti, provenienti da diverse chiese d’Italia, hanno vissuto un fine settimana intenso, articolato tra momenti spirituali, workshop tecnici e occasioni di adorazione condivisa. A guidare la riflessione biblica è stato il past. Ignazio Barbuscia che ha accompagnato i giovani a riscoprire il significato profondo del servizio nell’adorazione. Il suo intervento ha richiamato l’importanza di coltivare un’esperienza personale con Dio, ricordando che la lode non nasce semplicemente da una competenza musicale, ma da una relazione viva e quotidiana.

L’adorazione è stata presentata come espressione naturale di un cammino personale costante e totale con il Signore. Non si tratta di un gesto limitato a un momento specifico o a un incarico liturgico, bensì di uno stile di vita che attraversa la settimana e trova nel culto comunitario il suo compimento condiviso.

Ampio spazio è stato dedicato alla formazione pratica.
Timoteo Minò e Sabrina Viaggi hanno lavorato con vocalisti e coristi sul tema della conduzione del canto comunitario, offrendo indicazioni sulla scelta dei brani, sugli stili di lettura dei testi biblici introduttivi e sull’importanza di comprendere il contesto in cui si serve.
Gabriele Nardoni ha guidato il laboratorio dedicato all’insieme degli strumenti, approfondendo il passaggio dall’arrangiamento alla concertazione e la consapevolezza del ruolo di ciascun musicista.
Federico Alma si è concentrato sul servizio della chitarra nell’adorazione, distinguendo tra arpeggio e accompagnamento a seconda dei diversi momenti del culto.
Michele Andriola ha riflettuto sulla delicatezza dell’uso delle percussioni, sottolineando come possano sostenere il brano con equilibrio e sensibilità.

Novità dell’edizione 2026 è stato il corso introduttivo alla gestione del suono in sala, curato da Andrea Puglisi, che ha fornito basi tecniche sull’equipaggiamento audio e suggerimenti per una regolazione efficace durante sermoni ed esecuzioni musicali.

Un momento particolarmente significativo è stato il laboratorio dedicato alla preparazione del brano “Look at the World” di John Rutter (disponibile su YouTube nella pagina del MAG). Tutti i partecipanti si sono divisi tra coristi e musicisti. I coristi sono stati seguiti da T. Minò, mentre l’orchestra è stata preparata da G. Nardoni che ha poi diretto l’esecuzione completa del brano. Il lavoro congiunto ha permesso di sperimentare concretamente cosa significhi collaborare in modo coordinato e armonico, mettendo le proprie competenze al servizio di un unico obiettivo.

Il sabato sera si è svolta anche una Worship Jam Session organizzata da MAG Musi, durante la quale alcuni giovani hanno condiviso brani originali, valorizzando la creatività presente nelle nostre realtà locali.

Worshipers 2.0 si è così confermato come un’occasione di crescita musicale e spirituale, ma anche di incontro tra generazioni e culture diverse. Un passo ulteriore verso una chiesa che investe nei propri giovani, li forma con serietà e li incoraggia a servire con consapevolezza e unità.

Annalisa Minò 

[Foto: Worshipers 2.0]

 

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