“Ringraziamo e vivremo in pace” è il titolo dell’editoriale del nuovo numero della rivista dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno. Con un’anticipazione degli articoli del mese.
Esprimere gratitudine è una dimensione della nostra umanità che ha un effetto benefico sulla nostra vita ed è in grado di guarire la mente, il corpo e lo spirito.
“La gentilezza fa bene alla salute (concretamente)” è il titolo di un articolo nel quale Claudio Mencacci afferma che la gentilezza è una virtù sottovalutata, ma fondamentale. “Diversi studi, (sulla gentilezza) analogamente a quelli recenti sulla gratitudine, hanno dimostrato che essere gentili porta benefici tangibili attraverso l’attivazione di vari sistemi biologici: aumento del rilascio di neurotrasmettitori, […] riduzione del cortisolo e aumento dell’ossitocina, riduzione dell’infiammazione e della pressione, rafforzamento del sistema immunitario, riduzione del dolore, miglioramento del sonno, riduzione dello stress, aumento della longevità”.[1] Ringraziare ci conviene, eppure non sempre siamo disposti ad esprimere riconoscenza a chi ci è vicino.
La Bibbia insegna a ringraziare Dio ogni giorno. Esprimere gratitudine aiuta a comprendere che non tutto è dovuto nella vita e ad affrontare le delusioni. È “un piccolo vaccino contro un ambiente in cui a sembrare normali e scontate, spesso, sembrano essere invece vigliaccheria e violenza specie (non solo) sui social network. Forse varrebbe la pena lanciare una campagna social #grazie!”.[2] Impariamo a provare gratitudine verso gli altri e ad esprimerla. L’articolo di Davide Mozzato offre spunti interessanti sul tema.
Esprimere gratitudine e gentilezza verso il prossimo è anche il segno che viviamo in pace con noi stessi e con gli altri. La pace è un dono che Dio consegna all’uomo affinché lo mantenga e lo condivida. Il termine ebraico Shalom è molto forte e trasmette molteplici significati: completezza, ricompensa, pienezza, pace, benessere, giustizia, salvezza. In un presente come il nostro, dilaniato da diverse guerre, non pensiamo che siano solo i grandi di questo mondo che devono agire per la pace. Siamo tutti chiamati a condividere, proprio oggi, lo Shalom che è dentro di noi, nella famiglia, nella chiesa, nel quartiere, attraverso la nostra vita e il nostro impegno. Marko Hromiš approfondisce questo tema, che coinvolge tutti.
Il numero di settembre accompagna il rientro a scuola di milioni di insegnati e studenti. L’educazione e la formazione delle nuove generazioni è fondamentale e dovremmo investire le migliori risorse affinché possano risultare efficaci. Quella del docente è una vocazione a trasmettere la passione per la conoscenza, ma anche per quei valori della vita che rimarranno nelle menti di ragazzi e giovani, per cui non possiamo che augurare, un buon anno scolastico a tutti.
Francesco Mosca, collaboratore del Messaggero Avventista
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Note
[1] Claudio Mencacci è copresidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia; info qui.
[2] “Ricordiamoci sempre di dire grazie”, Luigi Ripamonti, sul Corriere della Sera, qui.







