La comunità avventista di Milano Mirabello ha accolto con gioia la piccola Alina, di circa due mesi, figlia di Jaime Antonio Sánchez e Rita Cristel Garay, in occasione della sua presentazione al tempio. Un momento di gratitudine al Signore, che ha rinnovato il desiderio di accompagnare la bambina e la sua famiglia con affetto e preghiera.
Durante il culto, il pastore Daniele La Mantia ha condiviso una riflessione tratta da Luca 2:25-33, dedicata all’incontro di Simeone con il bambino Gesù nel tempio. Simeone riconosce la salvezza preparata da Dio. Nella fragilità di un bambino scorge la luce destinata a illuminare le genti, invitandoci a riconoscere la presenza del Signore nella tenerezza di una nuova vita.

La luce è stata il filo conduttore del messaggio. Il nome di Alina, evocato come “fonte di luce”, ha ispirato l’augurio che possa crescere nella sapienza e nell’amore di Cristo. A illustrare questo pensiero, il pastore ha raccontato di un bambino che, alla domanda su che cosa illuminasse le chiese, aveva risposto: “Gli occhi delle persone”. Un richiamo al valore di uno sguardo accogliente e di una fede vissuta nei gesti quotidiani.
Richiamando Giovanni Battista e l’invito a volgere i cuori dei padri verso i figli (Luca 1:17), la riflessione ha sottolineato l’importanza del legame tra le generazioni. Ascolto, comprensione e fiducia aiutano a costruire relazioni capaci di accompagnare la crescita dei più piccoli: un impegno che coinvolge i genitori e tutta la comunità.

Il culto si è concluso con un canto in spagnolo, presentato dalla sorella di chiesa Roberta, come una preghiera dei genitori che affidano i propri figli alla guida del Signore.
Affidiamo Alina alle cure del nostro Padre celeste, pregando che cresca circondata dall’amore della famiglia e della chiesa. Che la luce di Cristo accompagni i suoi passi e renda la sua vita una testimonianza di fede, speranza e gioia.
Caio Forner
[Foto Daniele Santarcangelo]







